C'era una volta un giornalista Philadelphiese di nascita ma Losangelino d'adozione, che guardacaso non scriveva sull'Eco della Parrocchia di Beverly Hills, ma su un giornaletto un tantino più grande. Il Los Angeles Times. Nell'anno del Signore 1992, quando da noi c'era sempre la lira e da loro c'era Clinton con tutti i lavoretti, questo giornalista che di nome fa Michael e di cognome fa Connelly, sforna un best seller con un titolo che sulle prime fa ridere: La Memoria del Topo. Invece, forse involontariamente ma forse anche no, crea uno dei personaggi più SPETTACOLARI, e quando dico spettacolari dico PORCO GIUDA CHE FIGATA, che si chiama Harry Bosh.
Harry Bosh nasce a Los Angeles da madre battona e padre avvocato. Se avesse adottato il nome del padre si sarebbe chiamato Harry
Dopo millemila casi risolti sarebbe anche l'ora di andare in pensione, così si mette in testa di fare l'investigatore privato. E anche lì apre i culi. Poi viene richiamato in servizio e sistemato alla divisione Casi Irrisolti. E che casi. Insomma, alla fin fine viene trasferito alla Speciale Omicidi, che serve per occuparsi degli omicidi che i piccoli commissariati di zona non possono risolvere per mancanza di tempo o di personale.
Insomma, 'sta bestia del poliziesco yankee è uno dei miei due personaggi preferiti del genere, insieme ad Alex Cross (quello di "Il Collezionista" e "Nella Morsa del Ragno" interpretato da Morgan Freeman, e adesso esce un altro film che si chiama proprio "Alex Cross" con Tyler Perry). Ho parlottato anche troppo, via, stacco.
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