giovedì 21 febbraio 2013

venerdì 15 febbraio 2013

Andarevia, di Claudio di Biagio: Recensione un po' così

Come disse Marco Paolini a proposito di Siddharta, bello. Capito un cazzo, ma bello.


No dai, andiamo sul serio. Film angosciante ma simpatico, pesante ma leggero, con attori quasi tutti mai visti ma bravi davvero tanto. Insomma, mi è piaciuto un botto. Dice: di chi è? Di Kubrick? No, di Claudio di Biagio

Che per intenderci ha questo bel faccione qui

E ha una trama abbastanza semplice: Marco ha trent'anni, fa il fruttivendolo al mercato in quello che sembra un paese della Sardegna, e soffre di attacchi di rabbia molto violenti. Il suo psichiatra gli propone di unirsi ad un weekend in barca a vela insieme ad altre persone con problemi psicologici, lui lì per lì e sul "C'ho il gomito che mi fa contatto col piede" ma poi accetta. Lo skipper muore. Morte discretamente da coglione. Basta spoilerazzi.

Il protagonista del tutto è Matteo Quinzi, che dopo il personaggio con cui lo abbiamo conosciuto tutti (Simone, quello sfigatello insulso di Freaks) di cui infilo un'immagine qua sotto e non là sopra

Mai un sorriso. Due stagioni di telefilm e mai un sorriso

si fa crescere la barba e un talento che, digiamogelo, non gli avrei mai dato.

Ta gli altri protagonisti spicca a bestia l'unica ragazza svampita che ha una giustificazione per esserlo (soffre di perdita della memoria a breve termine) interpretata da Sara Lazzaro ed ha il bel visino di seguito riportato


Di lei si innamora Valerio (Attore sconosciuto dato che Movieplayer.it ha assegnato le coppie personaggio - interprete seguendo la famosa logica dell'A Cazzo), del quale non si capisce che problema abbia oltre ad un'enorme faccia da scemo. Se volete ce la metto. Ce la metto? No? Si? Ma come "Vai via barbone pompato"? È uguale, tanto non la trovo.
Di contorno altri attori bravi ma relegati a personaggi appunto di contorno, e bei paesaggi.
La regia? Epica. Poetica. Angosciante, grandiosamente angosciante. Un piccolo film con un regista destinato a una grande carriera. E giochi di regia tipo inquadrature al contrario che non ho capito, ma mi son piaciute lo stesso, e piani sequenza in quantità. Tutti epici. Ah già, tante inquadrature fatte con la camera a mano in pieno stile Cane Secco.
Dando un'occhiata ai titoli di testa si trova tra i responsabili musicali il solito Gianpaolo Speziale (aka Gabriele di Freaks) che probabilmente per Di Biagio è l'Hanz Zimmer de noaltri. Per me non è proprio un genio genio anche gli About Wayne sono noiosi ma i culi li spacca discretamente.
La recensione che io sappia è finita, il film lo trovate a questo link. See you next time.

venerdì 8 febbraio 2013

Il punto della situazione. E se mi va, anche la virgola

Questo non è un racconto. Però sì. Per la precisione, questa è la mia storia, è quello che sono io adesso. Epperò mi piaceva dargli un taglio un po' meno cazzone, quindi vai col Courier

Era il 24 di settembre di un anonimo 1997 quando ho avuto la splendida idea di venire al mondo. Dico "splendida idea" in modo assolutamente ironico, dato che il 25 settembre 97 il duomo di Assisi viene distrutta da un terremoto provocando settordici fantastiliardi di vecchie lire di danni. Chiamasi rogna.
Una giusta dose di bullismo provocato dal fatto che già alle elementari ero "shtraaaano" (ma se non stai nel gregge non va bene) ha creato quello che sono adesso: una merda. Non sono in grado di gestire la rabbia, mi sfogo con i più deboli senza volerlo, non ho autocontrollo e altri cazzi vari da psicologo. Il tutto accompagnato da una distrazione fuori dalla normale concezione umana del termine. Nonostante tutto continuo a comportarmi in modo normale e di pensarci il meno possibile. Fondamentalmente sono bravo a fare due cose: parlare e scrivere. In particolare a parlare sono bravo nella specialità maratona: posso sproloquiare sul nulla per giorni. Poi c'è il discorso dello scrivere: mi tengo in allenamento scazzando su questo blog, ma la passione ha origini lontane. Quinta elementare, più o meno.
Ho sempre scritto e sempre scriverò.
Ho imparato a leggere a cinque anni. A undici anni ho cominciato e finito il primo libro di Tom Clancy. Mi sentivo abbastanza figo, visto che mentre i miei amici leggevano una pagina al giorno di un libro di Dahl tipo "La Fabbrica di Cioccolato" o altri cazzi, io mi sparavo i libri "da grandi", i thriller.
Sono passati quattro anni, ma i thriller sono rimasti. Se prima per gli altri erano libri "da grandi", adesso sono "le tue solite stronzate". Io invece, quando ne parlo con gli amici, li chiamo "libri un po' underground". Tutte puttanate per giustificare libri fottutamente commerciali e scritti quasi sempre su commissione, a parte rare eccezioni.
Ah, e ora "strano" mi chiama solo la gente stupida. Gli altri mi chiamano nerd. Porto felpe di pile da nerd, leggo più libri della media, mi piacciono i comics americani e seguo un botto di serie tv. Ho una webserie in cantiere, e un romanzo. Un thriller, ovviamente, un po' cazzone come piace a me. Sono un greendayer convinto e penso di essere di sinistra. Odio i punti e virgola e ho una fissazione per gli Arctic Monkeys.
Io sono Karju, e voi siete ancora qui a leggermi. Per questo vi voglio bene.
See you next time