Il blog è stato aperto il 2 settembre del 2012. Oggi è il 31 dicembre, e l'Italia ha smicciato la fine del mondo Maya, è arrivata seconda agli Europei e ha fatto man bassa di medaglie alle Olimpiadi. Questo piccolo sito conta 23 post, con una classifica delle visualizzazioni sorprendente.
Al terzo posto si classifica un meritatissimo ex aequo tra la prima puntata di TelefilmI Brutti e quel microracconto scritto veloce veloce, Dedicato a quei due ecc.
Un argento vivo (si, mercurio) al listone dei Suggerimenti su come cavarsela a scuola, che secondo me sono la più grande stronzata dopo l'Apocalisse. Dice: "Ma li hai scritti te!" Appunto.
Il primo posto con una bella medaglia in similoro mezzo carato va al post più incazzoso dell'anno, ovvero Flight: Maledette false speranze per il quale ho pure ricevuto minacce, mi pare. Eccheccazzo, i gusti sono gusti.
See you next time. Ah, e buon anno.
Provo a fare il blogger e lo youtuber: http://www.youtube.com/user/KarjuBookStore Iscrivetevi!!!
lunedì 31 dicembre 2012
domenica 30 dicembre 2012
IIII, Ovvero: Insolita, Imbecille, Insensibile Insonnia
Ci sono i post "regolari" come quelli dove recensisco cose in modo cazzone o faccio pubblicità al canale YouTube. Poi c'è la rubrica dei TelefilmI Brutti. C'è il mio racconto a puntate di cui non so quando uscirà il secondo capitolo. E poi ci sono questi raccontini brevissimi e un po' farlocchi, a cui non viene fatta mai pubblicità. E il bello è che è scritto in seconda persona singolare, come fa il Doc con il suo Badass Bastards: The lost Platoon 2. Buona lettura. See you next time.
Ad un certo punto le provi tutte: tiri tardi la sera, attacchi a bere un frappo di Coca Cola del discount che è piena di caffeina, stai attaccato al cellulare perché hai letto su uno di quei blog del cazzo che gli smartphone levano il sonno. Poi però è inevitabile: crolli appena vedi un letto e ti svegli la mattina alle otto e un quarto. Però siamo a giugno, tu hai quindici anni e porca di quella troiona vuoi dormire di più. Poi arriva quella sera che sei uscito (cosa rara) e torni a casa alle due e mezzo. L'amico che ti ha riportato a casa sbadiglia mentre ti saluta, poi risale in macchina e se ne va a casa a vedere il baseball con suo padre. Tu invece dai la buonanotte alla famiglia e ti cambi. ti butti sul letto senza neanche coprirti tanto è un caldo bestia. Pensi che il sonno arrivi copioso ed elementare, come ha sempre fatto. E invece niente. Passa un quarto d'ora, che presto si raddoppia. La mezz'ora successiva sgocciola via un po' appiccicosa, ma come in quella canzone degli Arctic Monkeys sembra più melassa nera che catrame. E poi cominci a sudare, pensando a qualcosa di fottutamente noioso. Fatichi a far passare un'ora che sembra volersi accampare lì e ti viene in mente che hai un canale YouTube e un blog da mandare avanti, e che ogni tanto ci scrivi pure dei raccontini, sul blog. E cominci a progettarne uno: un poliziesco vagamente Malvaldiano, con gente che ne sfancula altra in pisano. Però ci rinunci, visto che ti viene in mente che puoi pensare a qualcosa che metterà a dura prova la tua intelligenza e comprensione: capire Freaks. Ci rimugini sopra una decina di minuti e poi ti rompi i coglioni alla grande. Ti metti a fissare l'orologio per cinque minuti a filo e poi ripensi all'ultima puntata di Breaking Bad che hai visto e pensi che è epico e pensi a come hanno fatto gli autori a creare una miscela perfetta di umorismo nero e un'altra serie di cose fantastiche.
Poi pensi che hai saputo che il commissario Gordon nel cartone di Batman: Year One lo doppia proprio il protagonista di Breaking Bad, e pensi a quanto gli assomiglia con i capelli al Gordon di Frank Miller. Poi senti un frappo di altre cose vorticarti nel cervello, tra cui pure una ragazza mora e con un sorriso che non è solo luminoso, è Dio allo stato puro. In mezzo al gorgo di cose che ti frulla veloce in testa emergi tu urlando "DORMI CAZZO, DORMI!"
Poi ti svegli da quel sogno del cazzo, moderatamente sudato e per niente riposato. Sono le otto e un quarto. Esatte.
Ad un certo punto le provi tutte: tiri tardi la sera, attacchi a bere un frappo di Coca Cola del discount che è piena di caffeina, stai attaccato al cellulare perché hai letto su uno di quei blog del cazzo che gli smartphone levano il sonno. Poi però è inevitabile: crolli appena vedi un letto e ti svegli la mattina alle otto e un quarto. Però siamo a giugno, tu hai quindici anni e porca di quella troiona vuoi dormire di più. Poi arriva quella sera che sei uscito (cosa rara) e torni a casa alle due e mezzo. L'amico che ti ha riportato a casa sbadiglia mentre ti saluta, poi risale in macchina e se ne va a casa a vedere il baseball con suo padre. Tu invece dai la buonanotte alla famiglia e ti cambi. ti butti sul letto senza neanche coprirti tanto è un caldo bestia. Pensi che il sonno arrivi copioso ed elementare, come ha sempre fatto. E invece niente. Passa un quarto d'ora, che presto si raddoppia. La mezz'ora successiva sgocciola via un po' appiccicosa, ma come in quella canzone degli Arctic Monkeys sembra più melassa nera che catrame. E poi cominci a sudare, pensando a qualcosa di fottutamente noioso. Fatichi a far passare un'ora che sembra volersi accampare lì e ti viene in mente che hai un canale YouTube e un blog da mandare avanti, e che ogni tanto ci scrivi pure dei raccontini, sul blog. E cominci a progettarne uno: un poliziesco vagamente Malvaldiano, con gente che ne sfancula altra in pisano. Però ci rinunci, visto che ti viene in mente che puoi pensare a qualcosa che metterà a dura prova la tua intelligenza e comprensione: capire Freaks. Ci rimugini sopra una decina di minuti e poi ti rompi i coglioni alla grande. Ti metti a fissare l'orologio per cinque minuti a filo e poi ripensi all'ultima puntata di Breaking Bad che hai visto e pensi che è epico e pensi a come hanno fatto gli autori a creare una miscela perfetta di umorismo nero e un'altra serie di cose fantastiche.
Poi pensi che hai saputo che il commissario Gordon nel cartone di Batman: Year One lo doppia proprio il protagonista di Breaking Bad, e pensi a quanto gli assomiglia con i capelli al Gordon di Frank Miller. Poi senti un frappo di altre cose vorticarti nel cervello, tra cui pure una ragazza mora e con un sorriso che non è solo luminoso, è Dio allo stato puro. In mezzo al gorgo di cose che ti frulla veloce in testa emergi tu urlando "DORMI CAZZO, DORMI!"
Poi ti svegli da quel sogno del cazzo, moderatamente sudato e per niente riposato. Sono le otto e un quarto. Esatte.
giovedì 27 dicembre 2012
TelefilmI Brutti #2: Chicago Fire
Questo telefilm non sapevo se inserirlo o meno nei telefilmI brutti, perché non è che faccia proprio schifo schifo. Diciamo che provo sentimenti contrastanti verso questa serie TV, dato che non è geniale ma riesce comunque a diverticchiare. Il problema più grosso, però, è il cast: una serie di soliti noti che mammamiasignore. Ma partiamo subito
Allora, intanto cominciamo a ragionare un po' del concept: si parla ovviamente di vigili del fuoco e paramedici. UN'ALTRA FOTTUTA VOLTA. Allora, premettiamo che io i serial su pompieri e paramedici me li son visti tutti o quasi (mi manca Rescue Me, che mi sembra un po' troppo cazzone ma proverò) ma adesso hanno veramente rotto il kaiser: ci hanno provato una volta (e ci sono riusciti) con Squadra Emergenza
Il quale Squadra Emergenza (o Third Watch per chi i telefilmI ama guardarli sottotitolati) era abbastanza figo: vigili del fuoco, paramedici e poliziotti con le caserme una di fronte all'altra, a fare i conti con i piccoli e grandi problemi quotidiani della periferia di New York. Una prima stagione epica, una seconda moscetta, una terza ripetitiva ma dalla quarta si riprende.
Poi è venuto il sopracitato Rescue Me
A quando dice Wiki-Wiki un pompiere con le visioni del cuggino e una vita sprofondata nel caos dopo l'attentato alle Twin Towers. Come ho già detto sopra, mai visto. Mi da l'idea però di essere a rischio di scivolare nel drammone strappalacrime da casalinga disperata che legge 50 Sfumature di Grigio.
Infine andiamo ad analizzare il capolavoro del pattume: Trauma
Ok, stavolta non mi interessava parlarvi della trama di un episodio quanto del cast artistico, ma vi ricordo che nel 1x02 un vecchiardo con una faccia fottutamente inquietante chiede a Kelly Nomedadonna di tagliargli il piede che è intrappolato sotto un pezzo di cemento. Siccome non voglio fare spoilerazzo alcuno, non vi spiego come va a finire, ma questo era per farvi capire a che livello sta messo questo serial.
CHICAGO FIRE
Il quale Squadra Emergenza (o Third Watch per chi i telefilmI ama guardarli sottotitolati) era abbastanza figo: vigili del fuoco, paramedici e poliziotti con le caserme una di fronte all'altra, a fare i conti con i piccoli e grandi problemi quotidiani della periferia di New York. Una prima stagione epica, una seconda moscetta, una terza ripetitiva ma dalla quarta si riprende.
Poi è venuto il sopracitato Rescue Me
A quando dice Wiki-Wiki un pompiere con le visioni del cuggino e una vita sprofondata nel caos dopo l'attentato alle Twin Towers. Come ho già detto sopra, mai visto. Mi da l'idea però di essere a rischio di scivolare nel drammone strappalacrime da casalinga disperata che legge 50 Sfumature di Grigio.
Infine andiamo ad analizzare il capolavoro del pattume: Trauma
Già la locandina parte male, con una paramedica alle prese con cazzi invisibili. Il pilot poi: tanta spettacolarità ma zero adrenalina, un capo che si chiama Coniglio ed è un elicotterista pazzo e attori dalla gamma espressiva di un Bronzo di Riace. Ah, e personaggi non solo simpatici come I Soliti Idioti, ma pure caratterizzati col culo.
Ok, forse ho divagato un frappo po', ma adesso è l'ora di ragionare un po' di questo Chicago Fire. Analizziamone la sinossi (adesso ditelo velocemente, stronzi): Il distretto 51 dei Vigili del Fuoco di Chicago ha la più fAiga squadra speciale di soccorso di tutta la città, la Squadra 3. Ovviamente quelli della squadra se la tirano come Dio solo sa cosa, compreso il capo Kelly Severide (sì, è un uomo, anzi un omaccione) che ha la faccia del buon Taylor Kinney (che indovinate un po', ha lavorato nel re degli aborti Trauma. Faceva il fighetto)
| Per la gioia delle |
Questo accanito fumatore di sigari talmente larghi che sembrano di J. Jonah Jameson rivela un animo piuttosto dolce e coccolosho, che però con i colleghi sotterra sotto sei piedi di stronzaggine e pompaggio. Questi baldi giovIni si occupano di missioni in generale con più alto livello di controcoglioni richiesti.
A fare da controparte allo stronzetto c'è il tenente Matthew Casey, interpretato da Jesse Spencer (si, il dottorino australiano e belloccio del Dr. House. Moderatamente inutile ma... era belloccio).
| Ridanni con la gioia delle donzelle... |
Che pure lui c'ha i suoi bei problemi alla Rescue Me. Non vuole far sapere a nessuno che ha mollato la fidanzata storica, per cui ci esce ancora insieme ma solo per facciata, poi arrivati a casa ognuno per i cazzacci suoi. Responsabile, moderatamente inutile, è il comandante del Camion 51, un mezzo di soccorso storico all'interno del dipartimento. Kelly siccome è incazzato perché ha un nome gaissimo ce l'ha costantemente con lui e dice che è solo geloso visto che non è mai riuscito ad entrare nella Squadra 3, lui e tutti i suoi uomini. E via di litigi e incazzamenti.
Poi c'è il capo della stazione, uno che ha fatto Justice (serial sugli avvocati secondo me geniale ma che la gente evidentemente non ha capito: chiuso dopo una stagione) ed ha un trincio trasversale nella schiena.
A fare da contorno abbiamo due belle topone valide attrici: Monica Raymund (Ria Torres, talento naturale nello sgamare i contaballe di di Lie To Me) che qui impersona Gabriela Dawson che nome da zoccola
| No, per lei niente immagini a torso nudo, ma se volete rifarvi gli occhi girano delle foto che quasi quasi... |
Paramedico deciso e pure un goccio troppo incazzoso, nei primi due episodi inanella una serie di operazioni che non dovrebbe fare per salvare la vita a due diversi pazienti. Purtroppo la vediamo troppo imbottita nel giaccone da paramedico, visto che Chicago è la città del vento e non ne può più di bronchiti una dietro l'altra. A farle da spalla troviamo un'altra donna che però porca troia è sprecata, dato che è donnasessuale (femminile di uomosessuale, s'intende). Ok, finta omofobia a parte, la signorina Leslie Shay è interpretata da Lauren German
| Fiiiinalmente! |
See you next time.
mercoledì 26 dicembre 2012
Uno non dovrebbe pensare certe cose
A 15 anni uno non dovrebbe guardarsi alle spalle e provare nostalgia. Un ragazzo di 15 anni dovrebbe pensare a trovarsi amici e ragazze con cui godersi il presente, non al passato. Perché se uno vuole passare un paio d'ore tranquille e divertenti con la famiglia, la sera di Natale, che film vuoi che ti proponga Rai Due? Indovinato,
Ora, voi tutti dovete sapere che in fatto di film Pixar la penso come Dario Moccia, a parte il fatto che secondo me Cars 2 era divertente in un modo esagerato. Toy Story 3 poi rappresenta la degna sepoltura chiusura per una saga per me molto speciale. Una saga che ho stuprato a forza di guardare: da solo, con i miei, con il mio fratellino, insomma, praticamente sono stati i primi due film che ho imparato a memoria (poi è venuto Il Cavaliere Oscuro, ma questa è un'altra storia)
Perché mi piacevano così tanto? Perché Andy ero/sono/sarò per sempre io: bambino con fratello più piccolo e una cesta piena di giocattoli, la maggior parte dei quali non ho mai usato, ma con quei 4-5 preferiti. Fino alla fine delle elementari, Andy sembra fare una vita assolutamente normale, come quella che avevo io. Poi c'è un salto temporale di una decina d'anni. Magari è diventato un nerdaccio come me, chi lo sa.
Insomma quei poveri giocattoli ne passano di tutti i colori, sempre all'insegna dell'amore per il padrone e l'amicizia reciproca. In questo terzo capitolo, poi, mi viene in mente una e una sola cosa: i giocattoli, insieme ai libri, sono una di quelle cose che non muore mai. La loro vita continua, che tu li rompa o li lasci nel parcheggio dell'Ipercoop, perché c'è un'anima, anche se Made in China, sotto la plastica e le viti.
E ci sono domeniche mattine passate buttando un occhio alle Tartarughe Ninja e giocando con il mitico Spiderman vestito da esploratore (don't ask) e le pistoline giocattolo.
Come vedete Toy Story mi ha conquistato non perché mi ricordava qualcosa che avevo fatto, ma che stavo facendo in quel momento.
Che poi, tornando al film, non è mica facile trovare la chiusura di una trilogia, perché non sai mai cosa rifilare ai bambinetti: non li puoi fa morì, non li puoi fa sparì, insomma, ai bambinetti ni ci vole il lieto fine. Sennò mordono. E infatti quanto kaiser è commovente l'ultima scena, maremma troia? Tanto, troppo.
Insomma, il revival è finito
See you next time.
TOY STORY 3
Perché mi piacevano così tanto? Perché Andy ero/sono/sarò per sempre io: bambino con fratello più piccolo e una cesta piena di giocattoli, la maggior parte dei quali non ho mai usato, ma con quei 4-5 preferiti. Fino alla fine delle elementari, Andy sembra fare una vita assolutamente normale, come quella che avevo io. Poi c'è un salto temporale di una decina d'anni. Magari è diventato un nerdaccio come me, chi lo sa.
Insomma quei poveri giocattoli ne passano di tutti i colori, sempre all'insegna dell'amore per il padrone e l'amicizia reciproca. In questo terzo capitolo, poi, mi viene in mente una e una sola cosa: i giocattoli, insieme ai libri, sono una di quelle cose che non muore mai. La loro vita continua, che tu li rompa o li lasci nel parcheggio dell'Ipercoop, perché c'è un'anima, anche se Made in China, sotto la plastica e le viti.
E ci sono domeniche mattine passate buttando un occhio alle Tartarughe Ninja e giocando con il mitico Spiderman vestito da esploratore (don't ask) e le pistoline giocattolo.
Come vedete Toy Story mi ha conquistato non perché mi ricordava qualcosa che avevo fatto, ma che stavo facendo in quel momento.
Che poi, tornando al film, non è mica facile trovare la chiusura di una trilogia, perché non sai mai cosa rifilare ai bambinetti: non li puoi fa morì, non li puoi fa sparì, insomma, ai bambinetti ni ci vole il lieto fine. Sennò mordono. E infatti quanto kaiser è commovente l'ultima scena, maremma troia? Tanto, troppo.
Insomma, il revival è finito
See you next time.
sabato 22 dicembre 2012
Dedicato a quei due che hanno fatto qualcosa alle ore 01:23 del 22/12/12
Premessa: questa cosa qui è stata scritta di notte da un me stanco e sfinito. Ed è stato scritto col telefono, quindi...
Ogni riferimento a fatti, cose e soprattutto persone è quasi casuale (ho cambiato l'aspetto fisico e basta). Se vi doveste ritrovare in uno dei personaggi di questo raccontino, molto probabilmente un motivo c'è. See you next time
Questa non è propriamente la mia idea di divertimento. Sono più da biliardino e girata a vuoto all'una di notte, non tanto da discoteca. Anche se a biliardino faccio schifo e all'una di notte a cose normali dormo da un frappo di ore. Per portarmi mi hanno dovuto pregare in ginocchio, e forse mi hanno messo qualcosa nella Coca Cola. Perché mi sono messo a ballare come un demente di mia spontanea volontà. E comunque di fie single io non ne vedo: tutte, dalla guardabile in su, hanno qualcuno più figo di me che le accompagna. Sono sudaticcio, mi fa male la schiena un botto e i miei timpani implorano pietà. Per non parlare delle braccia... Insomma, sto qui sul divanetto bianco a cercare un minimo di energia in quest'aria viziata e bollente di vita e di persone che si divertono più di me. O forse meno: dispensano sorrisi compiacenti per non farsi prendere per il culo, mentre fissano l'orologio per cercare di scappare il prima possibile. Quanfo sei messo così, con la voce che rassegna le dimissioni, la cosa più divertente che puoi fare è guardarti intorno: altra gente. Una massa ordinatamente disordinata che balla, si bacia, salta, cerca rogne o fumo. Spesso trova tutti e due e torna a casa felice. E fatto, ovviamente. Faccio scrocchiare il collo mentre sposto lo sguardo al confine tra il mondo umano e la Massa, che definirei organismo senziente. Lì, come dal nulla, appare lei. Come diceva Conan Doyle, lei è La Donna, quella con la D maiuscola. Niente al posto sbagliato, tranne una piccola cosa: lei. Lei è nel posto sbagliato al momento sbagliato e con la gente sbagliata. Lei è una principessa da castello e cazzi vari, altro che discoteche. Sarà che sono accompagnato da "When I look into your eyes, I see rainbows in the sky", ma riesco finalmente a ricominciare a sentirmi pensare. Se non avessi pensato non sarei qui, con le orecchie che ronzano. Lei invece si muove sopra dei tacchi altissimi su cui non sa camminare. E questo è un punto a mio favore: più sono imbranate, più mi assomigliano. Più ci stanno. E poi ci sono le sue gambe, perfette, da ballerina, che aprono la strada ad un culo che fa invidia. Accanto a me ho un'amica che si muove proprio quando stavo cominciando a preoccuparmi. Evidentemente però, fissare un punto del soffitto immobile per dieci minuti per lei è normale. Torno a lei mentre si è messa a parlare con un'amica che quasi quasi... Ma poi mi concentro ancora su di Lei, per osservare i suoi capelli biondi e ricci seguire onde ordinate e ipnotiche. La mia camicia blu a quadri, messa per assomigliare ad Alex Turner degli Arctic Monkeys, ormai è completamente zuppa di sudore. Ah, e l'unica cosa che ho in comune con Alex Turner sono le orecchie a sventola. Poi qualcosa, non ricordo cosa, mi fa girare, probabilmente l'ennesimo invito a ballare del solito amico invasato. E quando mi giro di nuovo lei è sparita, scomparsa, poof. Sorrido mentre porto l'indice e il medio all'angolo della fronte e li tiro su, accennando quella spece di saluto militare che riesco a fare solo io. See you next time, ragazza. Ci vediamo la prossima volta.
Nota per Quei Due: Si ok magari con voi due non c'entra un cazzo di niente, ma insieme state veramente da dio, e volevo mostrarvi come l'amore esca fuori dal niente, in un anno o in un secondo. Per l'ultima volta, see you next time.
Ah, una cosa veloce: chiunque legga questo post ha l'obbligo morale di creare spam agli amici
Questa non è propriamente la mia idea di divertimento. Sono più da biliardino e girata a vuoto all'una di notte, non tanto da discoteca. Anche se a biliardino faccio schifo e all'una di notte a cose normali dormo da un frappo di ore. Per portarmi mi hanno dovuto pregare in ginocchio, e forse mi hanno messo qualcosa nella Coca Cola. Perché mi sono messo a ballare come un demente di mia spontanea volontà. E comunque di fie single io non ne vedo: tutte, dalla guardabile in su, hanno qualcuno più figo di me che le accompagna. Sono sudaticcio, mi fa male la schiena un botto e i miei timpani implorano pietà. Per non parlare delle braccia... Insomma, sto qui sul divanetto bianco a cercare un minimo di energia in quest'aria viziata e bollente di vita e di persone che si divertono più di me. O forse meno: dispensano sorrisi compiacenti per non farsi prendere per il culo, mentre fissano l'orologio per cercare di scappare il prima possibile. Quanfo sei messo così, con la voce che rassegna le dimissioni, la cosa più divertente che puoi fare è guardarti intorno: altra gente. Una massa ordinatamente disordinata che balla, si bacia, salta, cerca rogne o fumo. Spesso trova tutti e due e torna a casa felice. E fatto, ovviamente. Faccio scrocchiare il collo mentre sposto lo sguardo al confine tra il mondo umano e la Massa, che definirei organismo senziente. Lì, come dal nulla, appare lei. Come diceva Conan Doyle, lei è La Donna, quella con la D maiuscola. Niente al posto sbagliato, tranne una piccola cosa: lei. Lei è nel posto sbagliato al momento sbagliato e con la gente sbagliata. Lei è una principessa da castello e cazzi vari, altro che discoteche. Sarà che sono accompagnato da "When I look into your eyes, I see rainbows in the sky", ma riesco finalmente a ricominciare a sentirmi pensare. Se non avessi pensato non sarei qui, con le orecchie che ronzano. Lei invece si muove sopra dei tacchi altissimi su cui non sa camminare. E questo è un punto a mio favore: più sono imbranate, più mi assomigliano. Più ci stanno. E poi ci sono le sue gambe, perfette, da ballerina, che aprono la strada ad un culo che fa invidia. Accanto a me ho un'amica che si muove proprio quando stavo cominciando a preoccuparmi. Evidentemente però, fissare un punto del soffitto immobile per dieci minuti per lei è normale. Torno a lei mentre si è messa a parlare con un'amica che quasi quasi... Ma poi mi concentro ancora su di Lei, per osservare i suoi capelli biondi e ricci seguire onde ordinate e ipnotiche. La mia camicia blu a quadri, messa per assomigliare ad Alex Turner degli Arctic Monkeys, ormai è completamente zuppa di sudore. Ah, e l'unica cosa che ho in comune con Alex Turner sono le orecchie a sventola. Poi qualcosa, non ricordo cosa, mi fa girare, probabilmente l'ennesimo invito a ballare del solito amico invasato. E quando mi giro di nuovo lei è sparita, scomparsa, poof. Sorrido mentre porto l'indice e il medio all'angolo della fronte e li tiro su, accennando quella spece di saluto militare che riesco a fare solo io. See you next time, ragazza. Ci vediamo la prossima volta.
Nota per Quei Due: Si ok magari con voi due non c'entra un cazzo di niente, ma insieme state veramente da dio, e volevo mostrarvi come l'amore esca fuori dal niente, in un anno o in un secondo. Per l'ultima volta, see you next time.
Ah, una cosa veloce: chiunque legga questo post ha l'obbligo morale di creare spam agli amici
giovedì 13 dicembre 2012
Flight: Maledette false speranze
Parliamoci chiaro, non Flight con Denzel Washington, no.
![]() |
| Lo ammetto, questa foto serve solo ad attirare gente quando spammo in giro |
In questo post non parleremo quindi di un film che si prospetta abbastanza bello. Parliamo di qualcosa di talmente squallido e triste che in confronto L'Uomo Lupo Contro la Camorra è di Spielberg. Parliamo, indovinate un po', di un film girato ed ambientato nella città in cui sono nato e in cui vado a scuola ovvero Lucca. Insomma, parliamo di quest'altro Flight
Ma partiamo dall'inizio di tutto. Il giorno dopo l'unica proiezione al cinema, lo ZioSteve arriva gasato come una bestia lodando questo film e parlandomene come se avesse scoperto il Nolan italiano (capirò poi che stava facendo pubblicità a dei suoi amici, cioè tutto il cast del film). Io, che di cinema credo di capirci un goccio di più, gli chiedo se si può scaricare trovare il DVD. Lui lo riceve solo ieri, e senza neanche scartarlo me lo presta. Io intanto mi ero incuriosito in un modo spaventoso in quanto a questo film, e il mio scopo nella vita era ormai guardare quello che nella mia mente contorta era un capolavoro. La prima delusione ce l'ho quando vedo la durata: 27 minuti. "Quindi è un mediometraggio. Occcheeeeeeei" penso *faccia scettica*. Poi il film comincia con il logo della casa di produzione (la Lucca Pictures, indipendente fino all'anima) più bello di quello della Paramount. Ero in zona raspone a du' mani durante i titoli di testa, poi hanno cominciato a recitare. E io ho cominciato a ridere. Tanto.
Lei (la mia mente ha rimosso il nome per il trauma) comincia la giornata dicendo un "Arrivo!" al nulla, visto che non si sente niente e nessuno che la chiama, sale in macchina e va a scuola. La mia scuola, per inciso. Scopriamo che sta insieme ad un ragazzo un attimino più espressivo di lui (stiamo parlando di livello Kirsten Stewart di Twilight) e che nel suo gruppo di amici un paio di persone le conosco di vista. Entrata in classe lei si siede dietro a uno che viene in palestra con me e noi assistiamo ad una scena assolutamente inutile, ovvero una sorta di slideshow dei professori montato pure bene, ma che comunque non serve a un cazzo. In seguito scopriamo che il padre di lui è morto e che non vede la nonna, che abita a Ginevra, da anni. Segue scena di un appuntamento tra i due che serve solo per avere un'immagine che può essere rifilata sul retro della copertina del DVD e una cena con gli amici la cui unica funzione è fare pubblicità al locale che produce questo aborto. Nel frattempo in due secondi netti la mamma lo ha già impacchettato e spedito all'aeroporto di Pisa dove, una volta sull'aereo, la hostess passa tra i sedili facendo il gesto di schiacciare un pulsante su un telecomando. Senza una cazzo di motivazione del cazzo, porco cazzo.
L'aereo si schianta, con la madre che viene a saperlo da un servizio di SkyTg24 che mostra le immagini degli incendi boschivi dell'estate scorsa. E qui sono scoppiato a ridere talmente forte che ho coperto la musichetta tragica. Ah, e poi vediamo la nonna, lo stereotipo della vecchietta: pezzola in capo, ventaglio, vestito a fiori, tavolinetti pieni di foto di parenti morti.
Lei poi comincia a vederlo di notte, con tanto di sangue, tagli e cazzi vari, che gli dice cose sconclusionate. Dopo un paio di notti così e dopo averlo detto alla sua migliore amica, viene inquadrata lei che dorme profondamente e sopra al comodino un flacone di sonniferi. TITOLI DI CODA. Porca e poi troia e poi porca troia, ho capito il finale aperto, ma questo non è un finale, è un inizio. La vicenda era appena cominciata, non spiega nulla mettere i titoli di coda a buffo in mezzo al niente. La delusione è stata tale che mi ha portato a scrivere questo post.
Un applauso va al fonico di presa diretta che è riuscito a non farmi capire un cazzo di niente in determinati dialoghi e a sfondarmi gli altoparlanti della TV quando partiva una musica di sottofondo. Il montaggio, parlando seriamente, è stato eccelso. Il resto fa sgottà.
See you next time
venerdì 7 dicembre 2012
Un nuovo video
Il video che segue è fatto per il concorso dei 30000 iscritti del mitico Dario Moccia. Purtroppo mi è stato dato un limite di tempo che ho ampiamente sforato, e quindi sono riuscito a esprimere solo parzialmente tutto l'amore e la devozione che provo per quello straordinario fumetto che è Ultimate Spiderman. Il video segue.
See jou next time.
See jou next time.
giovedì 6 dicembre 2012
TelefilmI Brutti #1: Post Mortem
Con questo post inizio una serie con cui recensirò per iscritto qui sul blog una serie di telefilm orrendi, semeiuti, rautiti, aperitaviti. Ma cominciamo.
Allora, lasciamo perdere i classici di idiozia comprovata e riconosciuta quali Il Commissario Rex
Oppure l'espressione massima del MichaelBaysmo crucco, Squadra Speciale Cobra 11
Insomma, lasciando stare le prove provate che i crucchi sono un po' come gli italiani in quanto a telefilm, (un fottio di soldi ma qualità 0 a parte rare eccezioni di cui parleremo poi) analizziamo una sorta di inverosimilissima via di mezzo, una specie di versione farlocca della peggiore stagione di CSI. E questa serie è... (pausa ad effetto)
Allora, lasciamo perdere i classici di idiozia comprovata e riconosciuta quali Il Commissario Rex
| Il più bravo attore della televisione italiana al momento. Il cane. |
| Mi sa che dopo tutto 'sto casino vi hanno pure inculato la macchina. Ah, no, a giudicare dalla faccia TizioAltoCheNonÈSemir se n'è accorto. |
POST MORTEM
Copia sputatissima di CSI Las Vegas, narra le vicissitudini di una squadra di ex medici, traumatologi e altra gente che viene assoldata dalla polizia di Colonia (sempre a Colonia 'sti thriller) per fare lo stesso identico lavoro che fanno quelli della Scientifica. Ma crucco. Il discorso è che in Germania la Scientifica è formata da un esercito di nerd del cazzo e non dai soliti cinque - sei stronzi, e gli serviva una scusa per non avere un cast infinito. Ma recensiamolo nel dettaglio, e incazziamoci tanto.
Allora, diciamo subito che il pilot parte in maniera epica, con una breve conversazione in famiglia con un adattamento dei dialoghi non male (anche se il fatto che è germanico lo senti) e annesso massacro. Appena la squadra arriva sul luogo, dove sono già presenti millemilasettordici sbirri che non si erano accorti che uno è vivo. Solo che la scena in cui lo salvano (tirando comunque fuori dal nulla bombole di ossigeno, pompe, siringhe e pure una Fiat 127 targata Pesaro) è di una spettacolarità assurda: montaggio serrato, musica perfetta, realismo... Ma non vi preoccupate, perché finisce presto. Tanto per copiare un'altra volta CSI, in ogni puntata si analizzano due casi, e qui facciamo la conoscenza del poliziotto vero e proprio che accompagna i nostri baldi eroi nelle loro missioni: sembra Lando Buzzanca, ma crucco. In ogni caso, i nostri preparatissimi scienziati si trovano davanti a due corpi bruciati. In questo momento arriva il marito di una delle vittime, che si mette a piangere e a ripetere in loop "Mia moglie è morta" (cosa molto crucca, visto che la reazione umana è falsa come Giuda)
Adesso però veniamo alla parte che mi ha fatto spegnere la TV e guardare Arrow: dopo indagini che io non mi ricordo assolutamente data la loro epocale inutilità, arriviamo a scoprire perché manca un bossolo dalla scena del crimine: il padre della vittima ha cercato di salvare la figlia buttandosi davanti a lei prima che l'assassino sparasse. Con una colt. Dal fondo di uno stanzone. E qui è tutto a posto. Il fatto inquietante è che il proiettile TRAPASSA IL PADRE E COLPISCE LA FIGLIA. TRAPASSA. MA VAFFAN...
Adesso però veniamo alla parte che mi ha fatto spegnere la TV e guardare Arrow: dopo indagini che io non mi ricordo assolutamente data la loro epocale inutilità, arriviamo a scoprire perché manca un bossolo dalla scena del crimine: il padre della vittima ha cercato di salvare la figlia buttandosi davanti a lei prima che l'assassino sparasse. Con una colt. Dal fondo di uno stanzone. E qui è tutto a posto. Il fatto inquietante è che il proiettile TRAPASSA IL PADRE E COLPISCE LA FIGLIA. TRAPASSA. MA VAFFAN...
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