Il blog è stato aperto il 2 settembre del 2012. Oggi è il 31 dicembre, e l'Italia ha smicciato la fine del mondo Maya, è arrivata seconda agli Europei e ha fatto man bassa di medaglie alle Olimpiadi. Questo piccolo sito conta 23 post, con una classifica delle visualizzazioni sorprendente.
Al terzo posto si classifica un meritatissimo ex aequo tra la prima puntata di TelefilmI Brutti e quel microracconto scritto veloce veloce, Dedicato a quei due ecc.
Un argento vivo (si, mercurio) al listone dei Suggerimenti su come cavarsela a scuola, che secondo me sono la più grande stronzata dopo l'Apocalisse. Dice: "Ma li hai scritti te!" Appunto.
Il primo posto con una bella medaglia in similoro mezzo carato va al post più incazzoso dell'anno, ovvero Flight: Maledette false speranze per il quale ho pure ricevuto minacce, mi pare. Eccheccazzo, i gusti sono gusti.
See you next time. Ah, e buon anno.
Provo a fare il blogger e lo youtuber: http://www.youtube.com/user/KarjuBookStore Iscrivetevi!!!
lunedì 31 dicembre 2012
domenica 30 dicembre 2012
IIII, Ovvero: Insolita, Imbecille, Insensibile Insonnia
Ci sono i post "regolari" come quelli dove recensisco cose in modo cazzone o faccio pubblicità al canale YouTube. Poi c'è la rubrica dei TelefilmI Brutti. C'è il mio racconto a puntate di cui non so quando uscirà il secondo capitolo. E poi ci sono questi raccontini brevissimi e un po' farlocchi, a cui non viene fatta mai pubblicità. E il bello è che è scritto in seconda persona singolare, come fa il Doc con il suo Badass Bastards: The lost Platoon 2. Buona lettura. See you next time.
Ad un certo punto le provi tutte: tiri tardi la sera, attacchi a bere un frappo di Coca Cola del discount che è piena di caffeina, stai attaccato al cellulare perché hai letto su uno di quei blog del cazzo che gli smartphone levano il sonno. Poi però è inevitabile: crolli appena vedi un letto e ti svegli la mattina alle otto e un quarto. Però siamo a giugno, tu hai quindici anni e porca di quella troiona vuoi dormire di più. Poi arriva quella sera che sei uscito (cosa rara) e torni a casa alle due e mezzo. L'amico che ti ha riportato a casa sbadiglia mentre ti saluta, poi risale in macchina e se ne va a casa a vedere il baseball con suo padre. Tu invece dai la buonanotte alla famiglia e ti cambi. ti butti sul letto senza neanche coprirti tanto è un caldo bestia. Pensi che il sonno arrivi copioso ed elementare, come ha sempre fatto. E invece niente. Passa un quarto d'ora, che presto si raddoppia. La mezz'ora successiva sgocciola via un po' appiccicosa, ma come in quella canzone degli Arctic Monkeys sembra più melassa nera che catrame. E poi cominci a sudare, pensando a qualcosa di fottutamente noioso. Fatichi a far passare un'ora che sembra volersi accampare lì e ti viene in mente che hai un canale YouTube e un blog da mandare avanti, e che ogni tanto ci scrivi pure dei raccontini, sul blog. E cominci a progettarne uno: un poliziesco vagamente Malvaldiano, con gente che ne sfancula altra in pisano. Però ci rinunci, visto che ti viene in mente che puoi pensare a qualcosa che metterà a dura prova la tua intelligenza e comprensione: capire Freaks. Ci rimugini sopra una decina di minuti e poi ti rompi i coglioni alla grande. Ti metti a fissare l'orologio per cinque minuti a filo e poi ripensi all'ultima puntata di Breaking Bad che hai visto e pensi che è epico e pensi a come hanno fatto gli autori a creare una miscela perfetta di umorismo nero e un'altra serie di cose fantastiche.
Poi pensi che hai saputo che il commissario Gordon nel cartone di Batman: Year One lo doppia proprio il protagonista di Breaking Bad, e pensi a quanto gli assomiglia con i capelli al Gordon di Frank Miller. Poi senti un frappo di altre cose vorticarti nel cervello, tra cui pure una ragazza mora e con un sorriso che non è solo luminoso, è Dio allo stato puro. In mezzo al gorgo di cose che ti frulla veloce in testa emergi tu urlando "DORMI CAZZO, DORMI!"
Poi ti svegli da quel sogno del cazzo, moderatamente sudato e per niente riposato. Sono le otto e un quarto. Esatte.
Ad un certo punto le provi tutte: tiri tardi la sera, attacchi a bere un frappo di Coca Cola del discount che è piena di caffeina, stai attaccato al cellulare perché hai letto su uno di quei blog del cazzo che gli smartphone levano il sonno. Poi però è inevitabile: crolli appena vedi un letto e ti svegli la mattina alle otto e un quarto. Però siamo a giugno, tu hai quindici anni e porca di quella troiona vuoi dormire di più. Poi arriva quella sera che sei uscito (cosa rara) e torni a casa alle due e mezzo. L'amico che ti ha riportato a casa sbadiglia mentre ti saluta, poi risale in macchina e se ne va a casa a vedere il baseball con suo padre. Tu invece dai la buonanotte alla famiglia e ti cambi. ti butti sul letto senza neanche coprirti tanto è un caldo bestia. Pensi che il sonno arrivi copioso ed elementare, come ha sempre fatto. E invece niente. Passa un quarto d'ora, che presto si raddoppia. La mezz'ora successiva sgocciola via un po' appiccicosa, ma come in quella canzone degli Arctic Monkeys sembra più melassa nera che catrame. E poi cominci a sudare, pensando a qualcosa di fottutamente noioso. Fatichi a far passare un'ora che sembra volersi accampare lì e ti viene in mente che hai un canale YouTube e un blog da mandare avanti, e che ogni tanto ci scrivi pure dei raccontini, sul blog. E cominci a progettarne uno: un poliziesco vagamente Malvaldiano, con gente che ne sfancula altra in pisano. Però ci rinunci, visto che ti viene in mente che puoi pensare a qualcosa che metterà a dura prova la tua intelligenza e comprensione: capire Freaks. Ci rimugini sopra una decina di minuti e poi ti rompi i coglioni alla grande. Ti metti a fissare l'orologio per cinque minuti a filo e poi ripensi all'ultima puntata di Breaking Bad che hai visto e pensi che è epico e pensi a come hanno fatto gli autori a creare una miscela perfetta di umorismo nero e un'altra serie di cose fantastiche.
Poi pensi che hai saputo che il commissario Gordon nel cartone di Batman: Year One lo doppia proprio il protagonista di Breaking Bad, e pensi a quanto gli assomiglia con i capelli al Gordon di Frank Miller. Poi senti un frappo di altre cose vorticarti nel cervello, tra cui pure una ragazza mora e con un sorriso che non è solo luminoso, è Dio allo stato puro. In mezzo al gorgo di cose che ti frulla veloce in testa emergi tu urlando "DORMI CAZZO, DORMI!"
Poi ti svegli da quel sogno del cazzo, moderatamente sudato e per niente riposato. Sono le otto e un quarto. Esatte.
giovedì 27 dicembre 2012
TelefilmI Brutti #2: Chicago Fire
Questo telefilm non sapevo se inserirlo o meno nei telefilmI brutti, perché non è che faccia proprio schifo schifo. Diciamo che provo sentimenti contrastanti verso questa serie TV, dato che non è geniale ma riesce comunque a diverticchiare. Il problema più grosso, però, è il cast: una serie di soliti noti che mammamiasignore. Ma partiamo subito
Allora, intanto cominciamo a ragionare un po' del concept: si parla ovviamente di vigili del fuoco e paramedici. UN'ALTRA FOTTUTA VOLTA. Allora, premettiamo che io i serial su pompieri e paramedici me li son visti tutti o quasi (mi manca Rescue Me, che mi sembra un po' troppo cazzone ma proverò) ma adesso hanno veramente rotto il kaiser: ci hanno provato una volta (e ci sono riusciti) con Squadra Emergenza
Il quale Squadra Emergenza (o Third Watch per chi i telefilmI ama guardarli sottotitolati) era abbastanza figo: vigili del fuoco, paramedici e poliziotti con le caserme una di fronte all'altra, a fare i conti con i piccoli e grandi problemi quotidiani della periferia di New York. Una prima stagione epica, una seconda moscetta, una terza ripetitiva ma dalla quarta si riprende.
Poi è venuto il sopracitato Rescue Me
A quando dice Wiki-Wiki un pompiere con le visioni del cuggino e una vita sprofondata nel caos dopo l'attentato alle Twin Towers. Come ho già detto sopra, mai visto. Mi da l'idea però di essere a rischio di scivolare nel drammone strappalacrime da casalinga disperata che legge 50 Sfumature di Grigio.
Infine andiamo ad analizzare il capolavoro del pattume: Trauma
Ok, stavolta non mi interessava parlarvi della trama di un episodio quanto del cast artistico, ma vi ricordo che nel 1x02 un vecchiardo con una faccia fottutamente inquietante chiede a Kelly Nomedadonna di tagliargli il piede che è intrappolato sotto un pezzo di cemento. Siccome non voglio fare spoilerazzo alcuno, non vi spiego come va a finire, ma questo era per farvi capire a che livello sta messo questo serial.
CHICAGO FIRE
Il quale Squadra Emergenza (o Third Watch per chi i telefilmI ama guardarli sottotitolati) era abbastanza figo: vigili del fuoco, paramedici e poliziotti con le caserme una di fronte all'altra, a fare i conti con i piccoli e grandi problemi quotidiani della periferia di New York. Una prima stagione epica, una seconda moscetta, una terza ripetitiva ma dalla quarta si riprende.
Poi è venuto il sopracitato Rescue Me
A quando dice Wiki-Wiki un pompiere con le visioni del cuggino e una vita sprofondata nel caos dopo l'attentato alle Twin Towers. Come ho già detto sopra, mai visto. Mi da l'idea però di essere a rischio di scivolare nel drammone strappalacrime da casalinga disperata che legge 50 Sfumature di Grigio.
Infine andiamo ad analizzare il capolavoro del pattume: Trauma
Già la locandina parte male, con una paramedica alle prese con cazzi invisibili. Il pilot poi: tanta spettacolarità ma zero adrenalina, un capo che si chiama Coniglio ed è un elicotterista pazzo e attori dalla gamma espressiva di un Bronzo di Riace. Ah, e personaggi non solo simpatici come I Soliti Idioti, ma pure caratterizzati col culo.
Ok, forse ho divagato un frappo po', ma adesso è l'ora di ragionare un po' di questo Chicago Fire. Analizziamone la sinossi (adesso ditelo velocemente, stronzi): Il distretto 51 dei Vigili del Fuoco di Chicago ha la più fAiga squadra speciale di soccorso di tutta la città, la Squadra 3. Ovviamente quelli della squadra se la tirano come Dio solo sa cosa, compreso il capo Kelly Severide (sì, è un uomo, anzi un omaccione) che ha la faccia del buon Taylor Kinney (che indovinate un po', ha lavorato nel re degli aborti Trauma. Faceva il fighetto)
| Per la gioia delle |
Questo accanito fumatore di sigari talmente larghi che sembrano di J. Jonah Jameson rivela un animo piuttosto dolce e coccolosho, che però con i colleghi sotterra sotto sei piedi di stronzaggine e pompaggio. Questi baldi giovIni si occupano di missioni in generale con più alto livello di controcoglioni richiesti.
A fare da controparte allo stronzetto c'è il tenente Matthew Casey, interpretato da Jesse Spencer (si, il dottorino australiano e belloccio del Dr. House. Moderatamente inutile ma... era belloccio).
| Ridanni con la gioia delle donzelle... |
Che pure lui c'ha i suoi bei problemi alla Rescue Me. Non vuole far sapere a nessuno che ha mollato la fidanzata storica, per cui ci esce ancora insieme ma solo per facciata, poi arrivati a casa ognuno per i cazzacci suoi. Responsabile, moderatamente inutile, è il comandante del Camion 51, un mezzo di soccorso storico all'interno del dipartimento. Kelly siccome è incazzato perché ha un nome gaissimo ce l'ha costantemente con lui e dice che è solo geloso visto che non è mai riuscito ad entrare nella Squadra 3, lui e tutti i suoi uomini. E via di litigi e incazzamenti.
Poi c'è il capo della stazione, uno che ha fatto Justice (serial sugli avvocati secondo me geniale ma che la gente evidentemente non ha capito: chiuso dopo una stagione) ed ha un trincio trasversale nella schiena.
A fare da contorno abbiamo due belle topone valide attrici: Monica Raymund (Ria Torres, talento naturale nello sgamare i contaballe di di Lie To Me) che qui impersona Gabriela Dawson che nome da zoccola
| No, per lei niente immagini a torso nudo, ma se volete rifarvi gli occhi girano delle foto che quasi quasi... |
Paramedico deciso e pure un goccio troppo incazzoso, nei primi due episodi inanella una serie di operazioni che non dovrebbe fare per salvare la vita a due diversi pazienti. Purtroppo la vediamo troppo imbottita nel giaccone da paramedico, visto che Chicago è la città del vento e non ne può più di bronchiti una dietro l'altra. A farle da spalla troviamo un'altra donna che però porca troia è sprecata, dato che è donnasessuale (femminile di uomosessuale, s'intende). Ok, finta omofobia a parte, la signorina Leslie Shay è interpretata da Lauren German
| Fiiiinalmente! |
See you next time.
mercoledì 26 dicembre 2012
Uno non dovrebbe pensare certe cose
A 15 anni uno non dovrebbe guardarsi alle spalle e provare nostalgia. Un ragazzo di 15 anni dovrebbe pensare a trovarsi amici e ragazze con cui godersi il presente, non al passato. Perché se uno vuole passare un paio d'ore tranquille e divertenti con la famiglia, la sera di Natale, che film vuoi che ti proponga Rai Due? Indovinato,
Ora, voi tutti dovete sapere che in fatto di film Pixar la penso come Dario Moccia, a parte il fatto che secondo me Cars 2 era divertente in un modo esagerato. Toy Story 3 poi rappresenta la degna sepoltura chiusura per una saga per me molto speciale. Una saga che ho stuprato a forza di guardare: da solo, con i miei, con il mio fratellino, insomma, praticamente sono stati i primi due film che ho imparato a memoria (poi è venuto Il Cavaliere Oscuro, ma questa è un'altra storia)
Perché mi piacevano così tanto? Perché Andy ero/sono/sarò per sempre io: bambino con fratello più piccolo e una cesta piena di giocattoli, la maggior parte dei quali non ho mai usato, ma con quei 4-5 preferiti. Fino alla fine delle elementari, Andy sembra fare una vita assolutamente normale, come quella che avevo io. Poi c'è un salto temporale di una decina d'anni. Magari è diventato un nerdaccio come me, chi lo sa.
Insomma quei poveri giocattoli ne passano di tutti i colori, sempre all'insegna dell'amore per il padrone e l'amicizia reciproca. In questo terzo capitolo, poi, mi viene in mente una e una sola cosa: i giocattoli, insieme ai libri, sono una di quelle cose che non muore mai. La loro vita continua, che tu li rompa o li lasci nel parcheggio dell'Ipercoop, perché c'è un'anima, anche se Made in China, sotto la plastica e le viti.
E ci sono domeniche mattine passate buttando un occhio alle Tartarughe Ninja e giocando con il mitico Spiderman vestito da esploratore (don't ask) e le pistoline giocattolo.
Come vedete Toy Story mi ha conquistato non perché mi ricordava qualcosa che avevo fatto, ma che stavo facendo in quel momento.
Che poi, tornando al film, non è mica facile trovare la chiusura di una trilogia, perché non sai mai cosa rifilare ai bambinetti: non li puoi fa morì, non li puoi fa sparì, insomma, ai bambinetti ni ci vole il lieto fine. Sennò mordono. E infatti quanto kaiser è commovente l'ultima scena, maremma troia? Tanto, troppo.
Insomma, il revival è finito
See you next time.
TOY STORY 3
Perché mi piacevano così tanto? Perché Andy ero/sono/sarò per sempre io: bambino con fratello più piccolo e una cesta piena di giocattoli, la maggior parte dei quali non ho mai usato, ma con quei 4-5 preferiti. Fino alla fine delle elementari, Andy sembra fare una vita assolutamente normale, come quella che avevo io. Poi c'è un salto temporale di una decina d'anni. Magari è diventato un nerdaccio come me, chi lo sa.
Insomma quei poveri giocattoli ne passano di tutti i colori, sempre all'insegna dell'amore per il padrone e l'amicizia reciproca. In questo terzo capitolo, poi, mi viene in mente una e una sola cosa: i giocattoli, insieme ai libri, sono una di quelle cose che non muore mai. La loro vita continua, che tu li rompa o li lasci nel parcheggio dell'Ipercoop, perché c'è un'anima, anche se Made in China, sotto la plastica e le viti.
E ci sono domeniche mattine passate buttando un occhio alle Tartarughe Ninja e giocando con il mitico Spiderman vestito da esploratore (don't ask) e le pistoline giocattolo.
Come vedete Toy Story mi ha conquistato non perché mi ricordava qualcosa che avevo fatto, ma che stavo facendo in quel momento.
Che poi, tornando al film, non è mica facile trovare la chiusura di una trilogia, perché non sai mai cosa rifilare ai bambinetti: non li puoi fa morì, non li puoi fa sparì, insomma, ai bambinetti ni ci vole il lieto fine. Sennò mordono. E infatti quanto kaiser è commovente l'ultima scena, maremma troia? Tanto, troppo.
Insomma, il revival è finito
See you next time.
sabato 22 dicembre 2012
Dedicato a quei due che hanno fatto qualcosa alle ore 01:23 del 22/12/12
Premessa: questa cosa qui è stata scritta di notte da un me stanco e sfinito. Ed è stato scritto col telefono, quindi...
Ogni riferimento a fatti, cose e soprattutto persone è quasi casuale (ho cambiato l'aspetto fisico e basta). Se vi doveste ritrovare in uno dei personaggi di questo raccontino, molto probabilmente un motivo c'è. See you next time
Questa non è propriamente la mia idea di divertimento. Sono più da biliardino e girata a vuoto all'una di notte, non tanto da discoteca. Anche se a biliardino faccio schifo e all'una di notte a cose normali dormo da un frappo di ore. Per portarmi mi hanno dovuto pregare in ginocchio, e forse mi hanno messo qualcosa nella Coca Cola. Perché mi sono messo a ballare come un demente di mia spontanea volontà. E comunque di fie single io non ne vedo: tutte, dalla guardabile in su, hanno qualcuno più figo di me che le accompagna. Sono sudaticcio, mi fa male la schiena un botto e i miei timpani implorano pietà. Per non parlare delle braccia... Insomma, sto qui sul divanetto bianco a cercare un minimo di energia in quest'aria viziata e bollente di vita e di persone che si divertono più di me. O forse meno: dispensano sorrisi compiacenti per non farsi prendere per il culo, mentre fissano l'orologio per cercare di scappare il prima possibile. Quanfo sei messo così, con la voce che rassegna le dimissioni, la cosa più divertente che puoi fare è guardarti intorno: altra gente. Una massa ordinatamente disordinata che balla, si bacia, salta, cerca rogne o fumo. Spesso trova tutti e due e torna a casa felice. E fatto, ovviamente. Faccio scrocchiare il collo mentre sposto lo sguardo al confine tra il mondo umano e la Massa, che definirei organismo senziente. Lì, come dal nulla, appare lei. Come diceva Conan Doyle, lei è La Donna, quella con la D maiuscola. Niente al posto sbagliato, tranne una piccola cosa: lei. Lei è nel posto sbagliato al momento sbagliato e con la gente sbagliata. Lei è una principessa da castello e cazzi vari, altro che discoteche. Sarà che sono accompagnato da "When I look into your eyes, I see rainbows in the sky", ma riesco finalmente a ricominciare a sentirmi pensare. Se non avessi pensato non sarei qui, con le orecchie che ronzano. Lei invece si muove sopra dei tacchi altissimi su cui non sa camminare. E questo è un punto a mio favore: più sono imbranate, più mi assomigliano. Più ci stanno. E poi ci sono le sue gambe, perfette, da ballerina, che aprono la strada ad un culo che fa invidia. Accanto a me ho un'amica che si muove proprio quando stavo cominciando a preoccuparmi. Evidentemente però, fissare un punto del soffitto immobile per dieci minuti per lei è normale. Torno a lei mentre si è messa a parlare con un'amica che quasi quasi... Ma poi mi concentro ancora su di Lei, per osservare i suoi capelli biondi e ricci seguire onde ordinate e ipnotiche. La mia camicia blu a quadri, messa per assomigliare ad Alex Turner degli Arctic Monkeys, ormai è completamente zuppa di sudore. Ah, e l'unica cosa che ho in comune con Alex Turner sono le orecchie a sventola. Poi qualcosa, non ricordo cosa, mi fa girare, probabilmente l'ennesimo invito a ballare del solito amico invasato. E quando mi giro di nuovo lei è sparita, scomparsa, poof. Sorrido mentre porto l'indice e il medio all'angolo della fronte e li tiro su, accennando quella spece di saluto militare che riesco a fare solo io. See you next time, ragazza. Ci vediamo la prossima volta.
Nota per Quei Due: Si ok magari con voi due non c'entra un cazzo di niente, ma insieme state veramente da dio, e volevo mostrarvi come l'amore esca fuori dal niente, in un anno o in un secondo. Per l'ultima volta, see you next time.
Ah, una cosa veloce: chiunque legga questo post ha l'obbligo morale di creare spam agli amici
Questa non è propriamente la mia idea di divertimento. Sono più da biliardino e girata a vuoto all'una di notte, non tanto da discoteca. Anche se a biliardino faccio schifo e all'una di notte a cose normali dormo da un frappo di ore. Per portarmi mi hanno dovuto pregare in ginocchio, e forse mi hanno messo qualcosa nella Coca Cola. Perché mi sono messo a ballare come un demente di mia spontanea volontà. E comunque di fie single io non ne vedo: tutte, dalla guardabile in su, hanno qualcuno più figo di me che le accompagna. Sono sudaticcio, mi fa male la schiena un botto e i miei timpani implorano pietà. Per non parlare delle braccia... Insomma, sto qui sul divanetto bianco a cercare un minimo di energia in quest'aria viziata e bollente di vita e di persone che si divertono più di me. O forse meno: dispensano sorrisi compiacenti per non farsi prendere per il culo, mentre fissano l'orologio per cercare di scappare il prima possibile. Quanfo sei messo così, con la voce che rassegna le dimissioni, la cosa più divertente che puoi fare è guardarti intorno: altra gente. Una massa ordinatamente disordinata che balla, si bacia, salta, cerca rogne o fumo. Spesso trova tutti e due e torna a casa felice. E fatto, ovviamente. Faccio scrocchiare il collo mentre sposto lo sguardo al confine tra il mondo umano e la Massa, che definirei organismo senziente. Lì, come dal nulla, appare lei. Come diceva Conan Doyle, lei è La Donna, quella con la D maiuscola. Niente al posto sbagliato, tranne una piccola cosa: lei. Lei è nel posto sbagliato al momento sbagliato e con la gente sbagliata. Lei è una principessa da castello e cazzi vari, altro che discoteche. Sarà che sono accompagnato da "When I look into your eyes, I see rainbows in the sky", ma riesco finalmente a ricominciare a sentirmi pensare. Se non avessi pensato non sarei qui, con le orecchie che ronzano. Lei invece si muove sopra dei tacchi altissimi su cui non sa camminare. E questo è un punto a mio favore: più sono imbranate, più mi assomigliano. Più ci stanno. E poi ci sono le sue gambe, perfette, da ballerina, che aprono la strada ad un culo che fa invidia. Accanto a me ho un'amica che si muove proprio quando stavo cominciando a preoccuparmi. Evidentemente però, fissare un punto del soffitto immobile per dieci minuti per lei è normale. Torno a lei mentre si è messa a parlare con un'amica che quasi quasi... Ma poi mi concentro ancora su di Lei, per osservare i suoi capelli biondi e ricci seguire onde ordinate e ipnotiche. La mia camicia blu a quadri, messa per assomigliare ad Alex Turner degli Arctic Monkeys, ormai è completamente zuppa di sudore. Ah, e l'unica cosa che ho in comune con Alex Turner sono le orecchie a sventola. Poi qualcosa, non ricordo cosa, mi fa girare, probabilmente l'ennesimo invito a ballare del solito amico invasato. E quando mi giro di nuovo lei è sparita, scomparsa, poof. Sorrido mentre porto l'indice e il medio all'angolo della fronte e li tiro su, accennando quella spece di saluto militare che riesco a fare solo io. See you next time, ragazza. Ci vediamo la prossima volta.
Nota per Quei Due: Si ok magari con voi due non c'entra un cazzo di niente, ma insieme state veramente da dio, e volevo mostrarvi come l'amore esca fuori dal niente, in un anno o in un secondo. Per l'ultima volta, see you next time.
Ah, una cosa veloce: chiunque legga questo post ha l'obbligo morale di creare spam agli amici
giovedì 13 dicembre 2012
Flight: Maledette false speranze
Parliamoci chiaro, non Flight con Denzel Washington, no.
![]() |
| Lo ammetto, questa foto serve solo ad attirare gente quando spammo in giro |
In questo post non parleremo quindi di un film che si prospetta abbastanza bello. Parliamo di qualcosa di talmente squallido e triste che in confronto L'Uomo Lupo Contro la Camorra è di Spielberg. Parliamo, indovinate un po', di un film girato ed ambientato nella città in cui sono nato e in cui vado a scuola ovvero Lucca. Insomma, parliamo di quest'altro Flight
Ma partiamo dall'inizio di tutto. Il giorno dopo l'unica proiezione al cinema, lo ZioSteve arriva gasato come una bestia lodando questo film e parlandomene come se avesse scoperto il Nolan italiano (capirò poi che stava facendo pubblicità a dei suoi amici, cioè tutto il cast del film). Io, che di cinema credo di capirci un goccio di più, gli chiedo se si può scaricare trovare il DVD. Lui lo riceve solo ieri, e senza neanche scartarlo me lo presta. Io intanto mi ero incuriosito in un modo spaventoso in quanto a questo film, e il mio scopo nella vita era ormai guardare quello che nella mia mente contorta era un capolavoro. La prima delusione ce l'ho quando vedo la durata: 27 minuti. "Quindi è un mediometraggio. Occcheeeeeeei" penso *faccia scettica*. Poi il film comincia con il logo della casa di produzione (la Lucca Pictures, indipendente fino all'anima) più bello di quello della Paramount. Ero in zona raspone a du' mani durante i titoli di testa, poi hanno cominciato a recitare. E io ho cominciato a ridere. Tanto.
Lei (la mia mente ha rimosso il nome per il trauma) comincia la giornata dicendo un "Arrivo!" al nulla, visto che non si sente niente e nessuno che la chiama, sale in macchina e va a scuola. La mia scuola, per inciso. Scopriamo che sta insieme ad un ragazzo un attimino più espressivo di lui (stiamo parlando di livello Kirsten Stewart di Twilight) e che nel suo gruppo di amici un paio di persone le conosco di vista. Entrata in classe lei si siede dietro a uno che viene in palestra con me e noi assistiamo ad una scena assolutamente inutile, ovvero una sorta di slideshow dei professori montato pure bene, ma che comunque non serve a un cazzo. In seguito scopriamo che il padre di lui è morto e che non vede la nonna, che abita a Ginevra, da anni. Segue scena di un appuntamento tra i due che serve solo per avere un'immagine che può essere rifilata sul retro della copertina del DVD e una cena con gli amici la cui unica funzione è fare pubblicità al locale che produce questo aborto. Nel frattempo in due secondi netti la mamma lo ha già impacchettato e spedito all'aeroporto di Pisa dove, una volta sull'aereo, la hostess passa tra i sedili facendo il gesto di schiacciare un pulsante su un telecomando. Senza una cazzo di motivazione del cazzo, porco cazzo.
L'aereo si schianta, con la madre che viene a saperlo da un servizio di SkyTg24 che mostra le immagini degli incendi boschivi dell'estate scorsa. E qui sono scoppiato a ridere talmente forte che ho coperto la musichetta tragica. Ah, e poi vediamo la nonna, lo stereotipo della vecchietta: pezzola in capo, ventaglio, vestito a fiori, tavolinetti pieni di foto di parenti morti.
Lei poi comincia a vederlo di notte, con tanto di sangue, tagli e cazzi vari, che gli dice cose sconclusionate. Dopo un paio di notti così e dopo averlo detto alla sua migliore amica, viene inquadrata lei che dorme profondamente e sopra al comodino un flacone di sonniferi. TITOLI DI CODA. Porca e poi troia e poi porca troia, ho capito il finale aperto, ma questo non è un finale, è un inizio. La vicenda era appena cominciata, non spiega nulla mettere i titoli di coda a buffo in mezzo al niente. La delusione è stata tale che mi ha portato a scrivere questo post.
Un applauso va al fonico di presa diretta che è riuscito a non farmi capire un cazzo di niente in determinati dialoghi e a sfondarmi gli altoparlanti della TV quando partiva una musica di sottofondo. Il montaggio, parlando seriamente, è stato eccelso. Il resto fa sgottà.
See you next time
venerdì 7 dicembre 2012
Un nuovo video
Il video che segue è fatto per il concorso dei 30000 iscritti del mitico Dario Moccia. Purtroppo mi è stato dato un limite di tempo che ho ampiamente sforato, e quindi sono riuscito a esprimere solo parzialmente tutto l'amore e la devozione che provo per quello straordinario fumetto che è Ultimate Spiderman. Il video segue.
See jou next time.
See jou next time.
giovedì 6 dicembre 2012
TelefilmI Brutti #1: Post Mortem
Con questo post inizio una serie con cui recensirò per iscritto qui sul blog una serie di telefilm orrendi, semeiuti, rautiti, aperitaviti. Ma cominciamo.
Allora, lasciamo perdere i classici di idiozia comprovata e riconosciuta quali Il Commissario Rex
Oppure l'espressione massima del MichaelBaysmo crucco, Squadra Speciale Cobra 11
Insomma, lasciando stare le prove provate che i crucchi sono un po' come gli italiani in quanto a telefilm, (un fottio di soldi ma qualità 0 a parte rare eccezioni di cui parleremo poi) analizziamo una sorta di inverosimilissima via di mezzo, una specie di versione farlocca della peggiore stagione di CSI. E questa serie è... (pausa ad effetto)
Allora, lasciamo perdere i classici di idiozia comprovata e riconosciuta quali Il Commissario Rex
| Il più bravo attore della televisione italiana al momento. Il cane. |
| Mi sa che dopo tutto 'sto casino vi hanno pure inculato la macchina. Ah, no, a giudicare dalla faccia TizioAltoCheNonÈSemir se n'è accorto. |
POST MORTEM
Copia sputatissima di CSI Las Vegas, narra le vicissitudini di una squadra di ex medici, traumatologi e altra gente che viene assoldata dalla polizia di Colonia (sempre a Colonia 'sti thriller) per fare lo stesso identico lavoro che fanno quelli della Scientifica. Ma crucco. Il discorso è che in Germania la Scientifica è formata da un esercito di nerd del cazzo e non dai soliti cinque - sei stronzi, e gli serviva una scusa per non avere un cast infinito. Ma recensiamolo nel dettaglio, e incazziamoci tanto.
Allora, diciamo subito che il pilot parte in maniera epica, con una breve conversazione in famiglia con un adattamento dei dialoghi non male (anche se il fatto che è germanico lo senti) e annesso massacro. Appena la squadra arriva sul luogo, dove sono già presenti millemilasettordici sbirri che non si erano accorti che uno è vivo. Solo che la scena in cui lo salvano (tirando comunque fuori dal nulla bombole di ossigeno, pompe, siringhe e pure una Fiat 127 targata Pesaro) è di una spettacolarità assurda: montaggio serrato, musica perfetta, realismo... Ma non vi preoccupate, perché finisce presto. Tanto per copiare un'altra volta CSI, in ogni puntata si analizzano due casi, e qui facciamo la conoscenza del poliziotto vero e proprio che accompagna i nostri baldi eroi nelle loro missioni: sembra Lando Buzzanca, ma crucco. In ogni caso, i nostri preparatissimi scienziati si trovano davanti a due corpi bruciati. In questo momento arriva il marito di una delle vittime, che si mette a piangere e a ripetere in loop "Mia moglie è morta" (cosa molto crucca, visto che la reazione umana è falsa come Giuda)
Adesso però veniamo alla parte che mi ha fatto spegnere la TV e guardare Arrow: dopo indagini che io non mi ricordo assolutamente data la loro epocale inutilità, arriviamo a scoprire perché manca un bossolo dalla scena del crimine: il padre della vittima ha cercato di salvare la figlia buttandosi davanti a lei prima che l'assassino sparasse. Con una colt. Dal fondo di uno stanzone. E qui è tutto a posto. Il fatto inquietante è che il proiettile TRAPASSA IL PADRE E COLPISCE LA FIGLIA. TRAPASSA. MA VAFFAN...
Adesso però veniamo alla parte che mi ha fatto spegnere la TV e guardare Arrow: dopo indagini che io non mi ricordo assolutamente data la loro epocale inutilità, arriviamo a scoprire perché manca un bossolo dalla scena del crimine: il padre della vittima ha cercato di salvare la figlia buttandosi davanti a lei prima che l'assassino sparasse. Con una colt. Dal fondo di uno stanzone. E qui è tutto a posto. Il fatto inquietante è che il proiettile TRAPASSA IL PADRE E COLPISCE LA FIGLIA. TRAPASSA. MA VAFFAN...
venerdì 30 novembre 2012
È finito RIS Roma 3: Ne Dobbiamo RiParlare
Allora, come voi ben sapete io sono un grande fan di Sandrone Dazieri, che è uno dei miei scrittori preferiti e tra le altre cose è story editor di Squadra Antimafia e, appunto, RIS. (ne avevamo già parlato) Dopo la foto assolutamente inutile SEGUONO SPOILER
Queste ultime due puntate mi hanno deluso, visto che sono cadute al livello dell'anno scorso. Purtroppo. E l'anno scorso il Lupo nell'ultima puntata inanellava una serie storica di minchiate una dietro l'altra. Dopo una stagione con sceneggiature spettacolari nel loro genere e nel loro livello televisivo, queste ultime due puntate cercano di puntare un po' di più sulla tensione alla Hitchcock, sull'attesa dell'attacco della Banda che arriva, ma non si sa come e non si sa quando. E non ce la fanno. Esce fuori una sola scena buona (quella finale) infilata in mezzo a una marea di roba noiosa, talmente noiosa che ti viene voglia di urlare "MUOVETEVI PORCO CAZZO!!!"
La scena della sparatoria all'interno del RIS è stata spettacolare, ma deludente: non muore la capa. Si, mi pare di averlo già detto che la capa se ne deve uscire agile agile dai coglioni, e questo perché oltre a non saper recitare, è pure poco interessante ma non per questo viene ignorata. Anzi, viene approfondita, con tanto di storie d'amore e cazzi vari.
Un'altra cosa che non ho apprezzato è stato il finale aperto con il lupo che non muore. Se si sognano di reinserirlo anche la prossima stagione hanno perso un fan.
Mi scuso per il tono da hater ma spero che Dazieri avesse di meglio da fare che scrivere la sceneggiatura e l'abbia lasciata a qualcun altro, visto che mi dispiace parecchio che le sceneggiature siano scese di livello. Spero che la prossima stagione (se ci sarà, la produzione ha dubbi) rimanga curata da Dazieri fino alla fine e che riesca a rimanere ad un livello alto fino alla fine.
Questa era la mia opinione, e con ciò chiudo un altro post sconclusionato. Vi rimando al mio canale Youtube e vi raccomando di seguire il blog.
See you next time
Queste ultime due puntate mi hanno deluso, visto che sono cadute al livello dell'anno scorso. Purtroppo. E l'anno scorso il Lupo nell'ultima puntata inanellava una serie storica di minchiate una dietro l'altra. Dopo una stagione con sceneggiature spettacolari nel loro genere e nel loro livello televisivo, queste ultime due puntate cercano di puntare un po' di più sulla tensione alla Hitchcock, sull'attesa dell'attacco della Banda che arriva, ma non si sa come e non si sa quando. E non ce la fanno. Esce fuori una sola scena buona (quella finale) infilata in mezzo a una marea di roba noiosa, talmente noiosa che ti viene voglia di urlare "MUOVETEVI PORCO CAZZO!!!"
La scena della sparatoria all'interno del RIS è stata spettacolare, ma deludente: non muore la capa. Si, mi pare di averlo già detto che la capa se ne deve uscire agile agile dai coglioni, e questo perché oltre a non saper recitare, è pure poco interessante ma non per questo viene ignorata. Anzi, viene approfondita, con tanto di storie d'amore e cazzi vari.
Un'altra cosa che non ho apprezzato è stato il finale aperto con il lupo che non muore. Se si sognano di reinserirlo anche la prossima stagione hanno perso un fan.
Mi scuso per il tono da hater ma spero che Dazieri avesse di meglio da fare che scrivere la sceneggiatura e l'abbia lasciata a qualcun altro, visto che mi dispiace parecchio che le sceneggiature siano scese di livello. Spero che la prossima stagione (se ci sarà, la produzione ha dubbi) rimanga curata da Dazieri fino alla fine e che riesca a rimanere ad un livello alto fino alla fine.
Questa era la mia opinione, e con ciò chiudo un altro post sconclusionato. Vi rimando al mio canale Youtube e vi raccomando di seguire il blog.
See you next time
giovedì 15 novembre 2012
Cadute di stile: guardare Grey's Anatomy
È la prima volta che mi metto a guardare una serie TV perché me lo consiglia mia madre, ed è la prima volta che quello che mi consiglia mia madre è guardabile. Perché lei guarda ogni colossale minchiata che produce Rai 1, ed ho osservato un minuto di raccoglimento quando mi ha detto che seguiva Le Tre Rose di Eva. In ogni caso, come molti di voi sapete, Grey's Anatomy ha traslocato, trasferendosi da Italia 1 a La 7, e visto che La 7 va molto orgogliosa di questo ci tempesta di promo, trailer, teaser e cazzi vari. Siccome la serie mi incuriosisce parecchio, io me la sono cercata e l'ho scaricata regolarmente acquistata. E mo' ne parliamo.
Si parte con il dio supremo di tutti i cliché cinematograficotelevisivoradiofonicointernettiani: lei che si sveglia accanto a uno che poi scopre essere il suo capo. E non preoccupatevi per quella megafrase che c'è scritta sopra, non lo faccio più.
Per il resto, i rapporti tra i personaggi sono molto americani ma funzionano, grazie a Dio. Sono i personaggi veri e propri che scarseggiano in carisma, ma abbondano in cliché. Siccome non trovo altro da dire è meglio che tolga il disturbo. Si iu next taim
Si parte con il dio supremo di tutti i cliché cinematograficotelevisivoradiofonicointernettiani: lei che si sveglia accanto a uno che poi scopre essere il suo capo. E non preoccupatevi per quella megafrase che c'è scritta sopra, non lo faccio più.
Per il resto, i rapporti tra i personaggi sono molto americani ma funzionano, grazie a Dio. Sono i personaggi veri e propri che scarseggiano in carisma, ma abbondano in cliché. Siccome non trovo altro da dire è meglio che tolga il disturbo. Si iu next taim
domenica 11 novembre 2012
Skyfall: un James Bond con poca fi...
Fiducia, non state a pensare male.
Ma che sto a dire, poca figa ragazzi, poca F-I-G-A. Due scene e la Bond Girl è liquidata. Ma questo non vuol dire che questo sia un brutto film. Anzi, parliamone.
Allora, già che ci sono e che devo allungare un po' l'articolo, vi racconto tutto dall'inizio alla fine.
Mi sono organizzato solo ieri per andarlo a vedere con un bel gruppozzo di amici, e devo dire che è piaciuto a tutti, ma devo dire anche che questi miei amici si sbellicavano ogniqualvolta sentivano la parola "cappella". Fate un po' voi.
Poi è la prima volta che lo vedevo, ma in tutte le pubblicità che sono partite prima di Skyfall c'era Daniel Craig che faceva James Bond, e tutto ciò mi ha fatto pensare all'oceano di money che deve aver tirato su 'sto film.
Poi James Bond parte, e all'inizio ci sono un fottio di combattimenti tartaruganinjosi. Non voglio spoilerare, ma non è il solito action movie. E vediamo perché.
Per la prima volta in un film di 007 si affronta un tema che va al di là del bum-bum-uattà-pianomalefico-bum-uattà-fine. Si parla di gap generazionale. James Bond (un Daniel Craig perfetto, molto meglio di com'era in Quantum of Solace) si sente, ed ha ragione, vecchio. Sorpassato. E deve vedersela con un cattivo che ha fatto ciò che 007 non ha fatto: si è adeguato ai tempi che corrono ed è diventato un cyber-terrorista. Anche per quanto riguarda il fisico, James non è che sia proprio in formissima, anzi, ci sono scene in cui la pancetta e la barba bianca si vedono bene e si devono vedere. Per la prima volta vediamo l'agente 007 meno granitico e più umano, stanco. Ce l'hanno fatta, finalmente, a complicare e rendere più interessante un personaggio che era diventato freddo, distaccato, inadatto persino nei suoi stessi film (ce lo ricordiamo il telefono Ericcson che guidava le macchine come se fosse un Nintendo DS? E la BMW? Ricordiamocela. In questa versione qui.)
L'unica cosa che non ho capito è il fatto che in Casino Royale Bond è alla sua prima missione, in Quantum of Solace c'è una prosecuzione di questa missione mentre in Skyfall Bond è già alla fine della carriera operativa, e tutti lo invitano a trovarsi un posto dietro una scrivania. Questo è molto strano, forse gli agenti segreti hanno la carriera limitata, come i calciatori.
Ma che sto a dire, poca figa ragazzi, poca F-I-G-A. Due scene e la Bond Girl è liquidata. Ma questo non vuol dire che questo sia un brutto film. Anzi, parliamone.
![]() |
| Badalà! Metto anche la foto |
Mi sono organizzato solo ieri per andarlo a vedere con un bel gruppozzo di amici, e devo dire che è piaciuto a tutti, ma devo dire anche che questi miei amici si sbellicavano ogniqualvolta sentivano la parola "cappella". Fate un po' voi.
Poi è la prima volta che lo vedevo, ma in tutte le pubblicità che sono partite prima di Skyfall c'era Daniel Craig che faceva James Bond, e tutto ciò mi ha fatto pensare all'oceano di money che deve aver tirato su 'sto film.
Poi James Bond parte, e all'inizio ci sono un fottio di combattimenti tartaruganinjosi. Non voglio spoilerare, ma non è il solito action movie. E vediamo perché.
Per la prima volta in un film di 007 si affronta un tema che va al di là del bum-bum-uattà-pianomalefico-bum-uattà-fine. Si parla di gap generazionale. James Bond (un Daniel Craig perfetto, molto meglio di com'era in Quantum of Solace) si sente, ed ha ragione, vecchio. Sorpassato. E deve vedersela con un cattivo che ha fatto ciò che 007 non ha fatto: si è adeguato ai tempi che corrono ed è diventato un cyber-terrorista. Anche per quanto riguarda il fisico, James non è che sia proprio in formissima, anzi, ci sono scene in cui la pancetta e la barba bianca si vedono bene e si devono vedere. Per la prima volta vediamo l'agente 007 meno granitico e più umano, stanco. Ce l'hanno fatta, finalmente, a complicare e rendere più interessante un personaggio che era diventato freddo, distaccato, inadatto persino nei suoi stessi film (ce lo ricordiamo il telefono Ericcson che guidava le macchine come se fosse un Nintendo DS? E la BMW? Ricordiamocela. In questa versione qui.)
L'unica cosa che non ho capito è il fatto che in Casino Royale Bond è alla sua prima missione, in Quantum of Solace c'è una prosecuzione di questa missione mentre in Skyfall Bond è già alla fine della carriera operativa, e tutti lo invitano a trovarsi un posto dietro una scrivania. Questo è molto strano, forse gli agenti segreti hanno la carriera limitata, come i calciatori.
giovedì 8 novembre 2012
RIS - Roma 3: Dobbiamo parlare
E parliamone. Tra di noi. Noi due lettori fissi del blog. Ma insomma, premesso che quando comincio a scrivere sono reduce dall'ultima puntata quindi queste sono opinioni a bollore, questa stagione mi è sembrata molto migliore rispetto alle precedenti. "E perché?" Si chiede il pubblico di vecchiette e casalinghe disperate. Perché è tornato ad essere meno americano *colpetto di tosse* spaccone *altro colpetto di tosse*. Perché c'ha messo le mani Sandrone Dazieri. "E chi è?" Si chiede la solita massa di vecchiette e casalinghe disperate di prima, le quali sostituirei volentieri con un plotone di giovani ragazze in bikini ma anche senza è uguale, ma questo passa in convento quindi ciao. Tornando a noi, Dazieri fa lo scrittore (è l'autore della serie del Gorilla, quella da cui hanno fatto pure un film con Bisio) ed è lo story editor di un paio di serie Mediaset (l'altra è Squadra Antimafia, ma quella non la guardo.) Per inciso, è uno dei miei scrittori preferiti, ha uno stile unico che... no, la poderosa leccata di culo la lasciamo a dopo. Comunque, RIS è riuscita ad essere poco americana pur rimanendo un police procedural e ha innalzato il livello generale della recitazione ad un livello televisivo, normale, accettabile. Non cambiando gli attori, grazie a Dio, ma insegnando a recitare a tutti o quasi. Quasi perchè il cattivo, alias Marco Basile, ha infatti un'inespressività facciale/vocale da recensione di Yotobi, accompagnata da una serie di dialoghi inascoltabili. Poi c'è da dire che in quanto a trama, soprattutto nei casi autoconclusivi, spuntano fuori dei misteri che assomigliano più a Scooby-Doo che a un giallo. Ora, io non sono nessuno, ma questo è. Goodbye.
domenica 4 novembre 2012
Excusatio
Scusate per la gigantesca, intergalattica, incommensurabile, enorme, mastodontica porcata che era l'ultimo video. Per le pore bestie che non lo hanno visto, questo qui sotto
Prima di proseguire nella lettura/perdita di tempo guardate la mia recensione/perdita di tempo. FFatto? (cit. Giovanni Mucciaccia) Bene. Ne vogliamo parlare? No. È uguale.
Questo video è nato perché sto cercando di lavorare alla nuova sigla e quindi devo prima imparare a usare After Effect. E penso di passare da Adobe Premiere a Sony Vegas, che trovo più facile da usare per quello che ci devo fare io (per usare Premiere ci vuole una fottuta laurea in Cinema e Regia, porco cazzo, diciamocelo.) E quindi ho usato quella puttanata gigante che è lo YouTube Editor, il programma di montaggio online che usano giusto i bimbiminchia che mettono i video della merda house che cagano con VirtualDJ. E ho sbagliato. Perchè se io in montaggio, un secondo prima di caricare, vedevo come un video cessoso ma con tutte le cose al loro posto, subito dopo il mio fan numero due (lo Zio Steve, il numero uno non ve lo dico chi è. E non è mia madre. A mia madre i miei video fanno cagare.) mi ha commentato con un laconico "hai fatto un po' di casino", ma io lì per lì non avevo capito, fino a che il mio hater numero uno (mio fratello) mi ha detto tutti i casini del montaggio, e io mi sono andato a rivedere la recensione. Che già fa abbastanza cagare di suo, visto che io se non seguo la sceneggiatura passo per passo faccio un sacco di casino, mi imbroglio e mi impappino. Se non vi dispiace (ma no che non vi dispiace) io tolgo il disturbo e torno ad ascoltare gli Elii.
lunedì 22 ottobre 2012
Facciamoci un po' di pubblicità
Questo post fa qualcosa di inutile, ossia fa pubblicità al mio canale YouTube, il quale porta visite al mio blog. In ogni caso, ho qualche video da farvi vedere.
Questa qui è la prima recensione di un libro che ho fatto. Si, ho la faccia a culo. No, non è la luce. e comunque, mi sono rimangiato tutto quello che è detto.
Il pezzo iniziale è andato a farsi benedire, grazie a un programma di montaggio di cui non faccio il nomeCyberlink Powerdirector. È venuta un po' meglio.
Si comincia a farle bene, finalmente, 'ste kaiser di recensioni. Solo che il libro non se lo incula nessuno e pazienza. Ma in ogni caso ho già pronto il libro per la prossima. E un'altra cosa da mettere nel mezzo.
Visto che ci siamo, poi, voglio pubblicizzare anche un mio amico, lo Zio Steve. Ha messo un solo video, per ora, ed è una semplice presentazione di sé stesso. In ogni caso iscrivetevi al suo canale perché è simpatico, molto più simpatico di me. E lasciategli commenti su cosa recensire, visto che non ne ha la più pallida idea e aspetta giusto voi.
Come al solito, see you next time
Il pezzo iniziale è andato a farsi benedire, grazie a un programma di montaggio di cui non faccio il nome
Si comincia a farle bene, finalmente, 'ste kaiser di recensioni. Solo che il libro non se lo incula nessuno e pazienza. Ma in ogni caso ho già pronto il libro per la prossima. E un'altra cosa da mettere nel mezzo.
Visto che ci siamo, poi, voglio pubblicizzare anche un mio amico, lo Zio Steve. Ha messo un solo video, per ora, ed è una semplice presentazione di sé stesso. In ogni caso iscrivetevi al suo canale perché è simpatico, molto più simpatico di me. E lasciategli commenti su cosa recensire, visto che non ne ha la più pallida idea e aspetta giusto voi.
Come al solito, see you next time
sabato 20 ottobre 2012
Arrow. È. Figo. Basta.
È un po' un controsenso che su un blog che dovrebbe parlare di libri si parli di serie tv. In ogni caso, questa qui, come Sherlock nell'articolo prima, è veramente ma veramente figa. E non dico a caso, perchè se quelle puntate di Smallville con dentro Oliver Queen erano una carnevalata cosmica, con Freccia Verde che tirava con la balestra perché l'arco non va più di moda
questo qui, chiamato semplicemente Arrow, che suona pure molto meglio, è così.
Non che sia tanto fedele al fumetto, ma è figa. Perchè è dark, perchè sembra un piccolo Batman di Nolan con Batman verde.
Una cosa che veramente non capisco, però, è quella tinta verde similmaschera sugli occhi. Che poi, dopo un po', irrita anche. E quando sei in mezzo ai terroristi che ti sparano con il bruciore agli occhi non è mica bello sai?
In ogni caso, in questa serie c'è tutto quello che serve per infilarlo nel daytime dopo Studio Aperto quando i ragazzi tornano da scuola e gli tocca guardarlo. O quello o la D'Eusanio. Che secondo me quella lì la tengono apposta per far guardare ai ragazzi Arrow, o Smallville, o Fringe, o tutte quelle altre robe di questo genere.
Tornando al discorso di prima, non è per niente fedele al fumetto. Le origini sono molto più complesse, e si scoprono nell'arco della stagione. Tipo che lui, naufrago su un'isola deserta è stato ferito da un altro Freccia Verde. Insomma tutta una serie di cose che mi fanno venire voglia di rimanere qui fino a venerdì prossimo per guardarmi la prossima puntata sottotitolata.
See you next time, motherfuckers
| Come potete vedere, adesso si è dato alla pesca con la fiocina |
![]() |
| In questo momento mi viene in mente questa musica |
Una cosa che veramente non capisco, però, è quella tinta verde similmaschera sugli occhi. Che poi, dopo un po', irrita anche. E quando sei in mezzo ai terroristi che ti sparano con il bruciore agli occhi non è mica bello sai?
In ogni caso, in questa serie c'è tutto quello che serve per infilarlo nel daytime dopo Studio Aperto quando i ragazzi tornano da scuola e gli tocca guardarlo. O quello o la D'Eusanio. Che secondo me quella lì la tengono apposta per far guardare ai ragazzi Arrow, o Smallville, o Fringe, o tutte quelle altre robe di questo genere.
Tornando al discorso di prima, non è per niente fedele al fumetto. Le origini sono molto più complesse, e si scoprono nell'arco della stagione. Tipo che lui, naufrago su un'isola deserta è stato ferito da un altro Freccia Verde. Insomma tutta una serie di cose che mi fanno venire voglia di rimanere qui fino a venerdì prossimo per guardarmi la prossima puntata sottotitolata.
See you next time, motherfuckers
lunedì 15 ottobre 2012
Sherlock, Elio, le Storie e le Tese. Ma tesissime proprio
Mi sono ricordato di avere un blog in cui non entro praticamente mai, ed ho voglia di sfrucugliarvi un po' le balle con le mie cose. InnanzitIutto, è arrivata in Italia la nuova stagione di Sherlock *esulta da solo*.
Per i poveri broccoli che non conoscono Sherlock, è una serie TV della BBC nata nel 2010. È una serie di film per la televisione che raccontano una sorta di what if... ovvero la storia di uno Sherlock Holmes del 2010. Quindi possiamo vedere scene in cui Sherlock esamina la scena del crimine su Skype. Su Skype. Su... Skype *si fa un raspone a du mani con lo schizzo a ventaglio in stile Dario Moccia*.
Eqquindi, è arrivata la seconda stagione, e finalmente vediamo Sherlock Holmes che sbaglia ma poi no. insomma, quando sembra che sbagli ho goduto come una bestia. Insomma, si fa sentire il lato più umano di Holmes, scopriamo di cosa ha paura, che anche lui è fragile e altri cazzi che lascio dire a Victor Laszlo.
E poi ci sono loro, gli Elii. Li ho "riscoperti" dopo un periodo di vuoto musicodemenziale. Sono magnificenti, suonano in un modo eccelso e mi fanno schiantà dal riTe.
E per quei due che se lo stanno chiedendo, il nuovo video arriva quando mi passa la tosse e ho un momento libero. Goodbye
| Quello a sinistra è Sherlock, quello a destra è |
Eqquindi, è arrivata la seconda stagione, e finalmente vediamo Sherlock Holmes che sbaglia ma poi no. insomma, quando sembra che sbagli ho goduto come una bestia. Insomma, si fa sentire il lato più umano di Holmes, scopriamo di cosa ha paura, che anche lui è fragile e altri cazzi che lascio dire a Victor Laszlo.
E poi ci sono loro, gli Elii. Li ho "riscoperti" dopo un periodo di vuoto musicodemenziale. Sono magnificenti, suonano in un modo eccelso e mi fanno schiantà dal riTe.
E per quei due che se lo stanno chiedendo, il nuovo video arriva quando mi passa la tosse e ho un momento libero. Goodbye
giovedì 27 settembre 2012
Non c'è Cristi
Ogni bravo bambAino, dopo l'asilo, le elementari e le medie ci tocca fare una cosa brutta. Ma proprio bbruttabbruttabbruuuuutta. L'abbonamento al pullman, che se non hai il patentino è l'unico veicolo a motore su cui sali apparte la macchina di mammina. Quindi la suddetta mammina, visto che era in giro, va alla sede della compagnia e ti fa "L'Abbonamento". Quella cosa mistica che ti infili nel portafogli e "La devi timbrare la prima volta, ma solo una volta eh?" Il pullman delle superiori, quello di linea, non è come quello delle medie, bordello immotivato e via. Quello delle superiori è la cosa più vicina all'anarchia che il povero essere umano ha mai conosciuto in questo universo. Il pullman arriva in ritardo, non passa, ti lascia lì ebete sotto la pioggia, ti costringe a posizioni ignobili per un paio d'orette al giorno tra andata e ritorno. Perché il pullman è un'entità vivente con dentro altre unità viventi. La maggior parte sono coglioni. Ci sono quelli che fanno gli sboroni e baccagliano impunemente le fie che ci stanno, perché la mattina ci stanno tutte.
Ci sono quelli che o perché sono distratti o perché fanno gli stronzi e si piazzano nel mezzo, in modo da non far scorrere la gente che monta e crea quell'effetto sardina sotto una pressa che lo prenderesti a calci in culo, ma non riesci proprio a muoverti, neanche a grattarti. Il palmo della mano.
Ci sono quelli che o perché sono distratti o perché fanno gli stronzi e si piazzano nel mezzo, in modo da non far scorrere la gente che monta e crea quell'effetto sardina sotto una pressa che lo prenderesti a calci in culo, ma non riesci proprio a muoverti, neanche a grattarti. Il palmo della mano.
Bona!!!
domenica 9 settembre 2012
Suggerimenti su come cavarsela a scuola
Questa lista è per tutti quelli che quest'anno faranno quello che ho fatto io l'anno scorso, ovvero arriveranno in una nuova scuola. Per me che sono un nerd piuttosto asociale è stato insolitamente facile trovarmi bene con i nuovi compagni di classe, e mentre li conoscevo mi sono accorto che ciò che ho fatto io è possibile da infilare in mezzo ai tre sfigatissimi post di questo sfigatissimo blog.La parola chiave è fondamentalmente una: Sii Attivo. Devi essere attivo nella creazione della "squadra" classe, non aspettare che la squadra si formi da sola.
- Presentati: Un gesto importante che evita casini con i nomi e ti fa rimanere impresso nella mente di chi hai appena conosciuto.
- Sii unico, ma non troppo: A seconda di chi ti trovi in classe, essere "troppo" unico può portarti ad essere considerato "strano" e quindi "sfigato". Io ho sempre in qualche modo rivendicato il fatto di essere nerd e di adorare il punk, ma ho sempre cercato di essere abbastanza normale agli occhi degli altri per essere considerato simpatico e strano in senso buono.
- Non prendertela. MAI: All'interno e, ho saputo in seguito, all'esterno del mio gruppo di amici, sono famoso come "quello che fa le battute che non fanno ridere". In questo caso, ho trasformato una cosa che a cose normali mi farebbe arrabbiare in qualcosa che mi rende unico agli occhi degli altri, e sono diventato "famoso".
- Fatti cercare: Anche le stronzate possono rivelarsi utili a questo scopo, vi faccio un esempio: Io, non facendo religione, sono una delle sei persone che passa un'ora alla settimana a cazzeggiare seduto a un tavolo, e generalmente ad annoiarmi. Avendo uno smartphone con Android ho passato almeno un giorno della mia vita a giocare ad Angry Birds, ed essendo l'unico dei sei con questo gioco, non ho esitato a prestarlo agli altri per giocarci tutti insieme. Risultato: non riesco più a finire un livello di Angry Birds senza l'aiuto di qualcuno, ma una volta ad una festa hanno insistito che venissi perché "Dai, così ci si diverte..."
- Fai buon viso a cattivo gioco: Cerca sempre di essere sorridente, anche quando gli altri non lo sono. La parola d'ordine, per questo, è MUSICA. Con me hanno funzionato Green Day, AC/DC, Guns n' Roses, Queen, blink-182, Rancid. Poi fate voi.
- Fissati un piccolo obiettivo: Se proprio c'è un giorno in cui schianti di noia, fissati un obiettivo che hai a casa, che è un buon motivo per reggere e arrivare a casa. Io che sono un teledipendente, se la sera prima c'è un qualche telefilm che mi interessa, lo registro e me lo guardo il giorno dopo. Se hai cominciato a vedere un film e devi finirlo, comincia a pregustare il finale e immaginatelo. Ti assicuro che nel mezzo di una lezione noiosa ti salva dal suicidio.
Kawabanga!!!
lunedì 3 settembre 2012
I video dei Green Day
Gli ultimi video dei Green Day sono una cosa oscena, soprattutto se li metti a confronto con quelli di sette anni fa tipo Wake Me Up When September Ends o Jesus of Suburbia, che sono dei capolavori del video musicale, dei veri e propri cortometraggi. Nel primo il video con il testo della canzone non c'entra proprio niente, anche se in comune c'è questo senso di "attesa" che sta anche nella canzone. Nel secondo invece le immagini sono un vero e proprio corollario alla musica, e raccontano veramente l'epopea di Jimmy.
Questi ultimi tre album di prossima uscita (¡Uno!, ¡Dos! e ¡Tré!) rappresentano un ritorno al sound originale degli anni '90 dei Green day, e quindi i video hanno tutto il diritto di essere semplici ed elementari per accompagnare queste canzoni leggere ma molto PORCO GIUDA CHE FIGATA. Comunque, i video dei GD sono sempre stati diversi rispetto alla valanga di roba che trasmettono (o trasmettevano? i video li mettono sempre?) su MTV. Questi, invece, sono al livello del pietoso Mr. Saxobeat, che è una roba alla MAMMAMIACHESCHIFO, una specie di versione carceraria e con meno soldi di tutti i video di Britney Spears.
'Nzomma, speriamo in bene. Kawabanga
| Chi se la scorda questa faccia qui? Questo è Jimmy e lo rimarrà in eterno |
'Nzomma, speriamo in bene. Kawabanga
domenica 2 settembre 2012
Harry Bosh (che non ha un'azienda di trapani)
Avevo detto tipo un'oretta fa che non avrei parlato di libri. E invece tonfa! Eccoci.
C'era una volta un giornalista Philadelphiese di nascita ma Losangelino d'adozione, che guardacaso non scriveva sull'Eco della Parrocchia di Beverly Hills, ma su un giornaletto un tantino più grande. Il Los Angeles Times. Nell'anno del Signore 1992, quando da noi c'era sempre la lira e da loro c'era Clinton con tutti i lavoretti, questo giornalista che di nome fa Michael e di cognome fa Connelly, sforna un best seller con un titolo che sulle prime fa ridere: La Memoria del Topo. Invece, forse involontariamente ma forse anche no, crea uno dei personaggi più SPETTACOLARI, e quando dico spettacolari dico PORCO GIUDA CHE FIGATA, che si chiama Harry Bosh.
Harry Bosh nasce a Los Angeles da madre battona e padre avvocato. Se avesse adottato il nome del padre si sarebbe chiamato HarryGhedini Haller. Ha un fratellastro di nome Mickey che, indovina un po', fa l'avvocato abbastanza figlio di papà. Lui lo feriscono allora si ritira però poi no. Il nostro eroe è cresciuto ad Hollywood, ma non quella dove fanno i film, quella è North Holliwood. La sua Hollywood è una specie di Bronx dove la gente esce di casa e ammazza persone così, perché gli va. Ma Bosh è duro come le omonime puntine da trapano e si arruola nell'esercito. Va in Vietnam, dove viene impiegato come "Topo delle Gallerie", ovvero sta lì e si aggira per tunnel bui e tetri usati come obitori dai vietnamiti. Da solo. Dietro le linee nemiche. In ogni caso, non ha un fisico da Swarzenegger stitico, ma anzi, viene espressamente detto che assomiglia al Dottor House Medicol Divigion. Ha lavorato per anni alla divisione Rapine - Omicidi, che per intenderci è quella divisione dove lavora Al Pacino quando fa i polizieschi. Poi fa del casino (ammazza la persona sbagliata) e lo sbattono vicino casa, a fare la guardia ai barboni e le puttane della zona. Fino a che non trova un morto in un condotto e lì comincia la storia del primo libro.
Dopo millemila casi risolti sarebbe anche l'ora di andare in pensione, così si mette in testa di fare l'investigatore privato. E anche lì apre i culi. Poi viene richiamato in servizio e sistemato alla divisione Casi Irrisolti. E che casi. Insomma, alla fin fine viene trasferito alla Speciale Omicidi, che serve per occuparsi degli omicidi che i piccoli commissariati di zona non possono risolvere per mancanza di tempo o di personale.
Insomma, 'sta bestia del poliziesco yankee è uno dei miei due personaggi preferiti del genere, insieme ad Alex Cross (quello di "Il Collezionista" e "Nella Morsa del Ragno" interpretato da Morgan Freeman, e adesso esce un altro film che si chiama proprio "Alex Cross" con Tyler Perry). Ho parlottato anche troppo, via, stacco.
C'era una volta un giornalista Philadelphiese di nascita ma Losangelino d'adozione, che guardacaso non scriveva sull'Eco della Parrocchia di Beverly Hills, ma su un giornaletto un tantino più grande. Il Los Angeles Times. Nell'anno del Signore 1992, quando da noi c'era sempre la lira e da loro c'era Clinton con tutti i lavoretti, questo giornalista che di nome fa Michael e di cognome fa Connelly, sforna un best seller con un titolo che sulle prime fa ridere: La Memoria del Topo. Invece, forse involontariamente ma forse anche no, crea uno dei personaggi più SPETTACOLARI, e quando dico spettacolari dico PORCO GIUDA CHE FIGATA, che si chiama Harry Bosh.
Harry Bosh nasce a Los Angeles da madre battona e padre avvocato. Se avesse adottato il nome del padre si sarebbe chiamato Harry
Dopo millemila casi risolti sarebbe anche l'ora di andare in pensione, così si mette in testa di fare l'investigatore privato. E anche lì apre i culi. Poi viene richiamato in servizio e sistemato alla divisione Casi Irrisolti. E che casi. Insomma, alla fin fine viene trasferito alla Speciale Omicidi, che serve per occuparsi degli omicidi che i piccoli commissariati di zona non possono risolvere per mancanza di tempo o di personale.
Insomma, 'sta bestia del poliziesco yankee è uno dei miei due personaggi preferiti del genere, insieme ad Alex Cross (quello di "Il Collezionista" e "Nella Morsa del Ragno" interpretato da Morgan Freeman, e adesso esce un altro film che si chiama proprio "Alex Cross" con Tyler Perry). Ho parlottato anche troppo, via, stacco.
Ci Risiamo. Ovvero: come ho abbandonato Blogger per andare su Tumblr e ritorno
Questo blog dovrebbe parlare di libri. A regola. Lo dice anche il titolo, "Karju's Bookstore". La libreria di Karju. Ma con i libri c'entrerà poco. Forse se ne riparlerà quando farò le recensioni. Questo blog è un'oasi felice per me povero, piccolo nerd di provincia, con una voglia bestia di fare video e poi appiopparveli sul TuTubo, a tradimento. Ripensandoci, quasi quasi qui ci metto le sceneggiature delle recensioni, così davanti alla webcam, nella vostra triste cameretta, potrete imitarmi alla perfezione e poi far vedere il video agli amici. Che tanto non vi cagheranno di traverso visto che le mie recensioni non se le incula nessuno, a parte le vecchiette che pigiano tasti a cas(s)o e arrivano fino al magico mondo di Karju.
Il titolo dice che ho abbandonato Blogger. Grosso errore. Quella roba lì dove sono andato dopo (Tumblr, come la Batmobile del Cavaliere Oscuro), non è una piattaforma di blogging. È una sorta di isoletta semi deserta, anzi direi poco popolata, di Bimbeminkia e VIP depressi. Che poi fondamentalmente la gente su Tumblr ci mette foto fatte con Instagram e modificate a cazzo, e citazioni di rapper falliti. Non fa per me, infatti non ci ho mai scritto nulla, a parte una cagata. Quest'inverno. Ci ho postato due foto (fatte con Instagram ma senza modifiche) e via, il prossimo. Ma adesso sono tornato, con la faccia di Jack Black e il canale YouTube che porta visite. O perlomeno porta più visite di quelle che avevo prima.
Il titolo dice che ho abbandonato Blogger. Grosso errore. Quella roba lì dove sono andato dopo (Tumblr, come la Batmobile del Cavaliere Oscuro), non è una piattaforma di blogging. È una sorta di isoletta semi deserta, anzi direi poco popolata, di Bimbeminkia e VIP depressi. Che poi fondamentalmente la gente su Tumblr ci mette foto fatte con Instagram e modificate a cazzo, e citazioni di rapper falliti. Non fa per me, infatti non ci ho mai scritto nulla, a parte una cagata. Quest'inverno. Ci ho postato due foto (fatte con Instagram ma senza modifiche) e via, il prossimo. Ma adesso sono tornato, con la faccia di Jack Black e il canale YouTube che porta visite. O perlomeno porta più visite di quelle che avevo prima.
Iscriviti a:
Post (Atom)


