E parliamone. Tra di noi. Noi due lettori fissi del blog. Ma insomma, premesso che quando comincio a scrivere sono reduce dall'ultima puntata quindi queste sono opinioni a bollore, questa stagione mi è sembrata molto migliore rispetto alle precedenti. "E perché?" Si chiede il pubblico di vecchiette e casalinghe disperate. Perché è tornato ad essere meno americano *colpetto di tosse* spaccone *altro colpetto di tosse*. Perché c'ha messo le mani Sandrone Dazieri. "E chi è?" Si chiede la solita massa di vecchiette e casalinghe disperate di prima, le quali sostituirei volentieri con un plotone di giovani ragazze in bikini ma anche senza è uguale, ma questo passa in convento quindi ciao. Tornando a noi, Dazieri fa lo scrittore (è l'autore della serie del Gorilla, quella da cui hanno fatto pure un film con Bisio) ed è lo story editor di un paio di serie Mediaset (l'altra è Squadra Antimafia, ma quella non la guardo.) Per inciso, è uno dei miei scrittori preferiti, ha uno stile unico che... no, la poderosa leccata di culo la lasciamo a dopo. Comunque, RIS è riuscita ad essere poco americana pur rimanendo un police procedural e ha innalzato il livello generale della recitazione ad un livello televisivo, normale, accettabile. Non cambiando gli attori, grazie a Dio, ma insegnando a recitare a tutti o quasi. Quasi perchè il cattivo, alias Marco Basile, ha infatti un'inespressività facciale/vocale da recensione di Yotobi, accompagnata da una serie di dialoghi inascoltabili. Poi c'è da dire che in quanto a trama, soprattutto nei casi autoconclusivi, spuntano fuori dei misteri che assomigliano più a Scooby-Doo che a un giallo. Ora, io non sono nessuno, ma questo è. Goodbye.
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