venerdì 15 febbraio 2013

Andarevia, di Claudio di Biagio: Recensione un po' così

Come disse Marco Paolini a proposito di Siddharta, bello. Capito un cazzo, ma bello.


No dai, andiamo sul serio. Film angosciante ma simpatico, pesante ma leggero, con attori quasi tutti mai visti ma bravi davvero tanto. Insomma, mi è piaciuto un botto. Dice: di chi è? Di Kubrick? No, di Claudio di Biagio

Che per intenderci ha questo bel faccione qui

E ha una trama abbastanza semplice: Marco ha trent'anni, fa il fruttivendolo al mercato in quello che sembra un paese della Sardegna, e soffre di attacchi di rabbia molto violenti. Il suo psichiatra gli propone di unirsi ad un weekend in barca a vela insieme ad altre persone con problemi psicologici, lui lì per lì e sul "C'ho il gomito che mi fa contatto col piede" ma poi accetta. Lo skipper muore. Morte discretamente da coglione. Basta spoilerazzi.

Il protagonista del tutto è Matteo Quinzi, che dopo il personaggio con cui lo abbiamo conosciuto tutti (Simone, quello sfigatello insulso di Freaks) di cui infilo un'immagine qua sotto e non là sopra

Mai un sorriso. Due stagioni di telefilm e mai un sorriso

si fa crescere la barba e un talento che, digiamogelo, non gli avrei mai dato.

Ta gli altri protagonisti spicca a bestia l'unica ragazza svampita che ha una giustificazione per esserlo (soffre di perdita della memoria a breve termine) interpretata da Sara Lazzaro ed ha il bel visino di seguito riportato


Di lei si innamora Valerio (Attore sconosciuto dato che Movieplayer.it ha assegnato le coppie personaggio - interprete seguendo la famosa logica dell'A Cazzo), del quale non si capisce che problema abbia oltre ad un'enorme faccia da scemo. Se volete ce la metto. Ce la metto? No? Si? Ma come "Vai via barbone pompato"? È uguale, tanto non la trovo.
Di contorno altri attori bravi ma relegati a personaggi appunto di contorno, e bei paesaggi.
La regia? Epica. Poetica. Angosciante, grandiosamente angosciante. Un piccolo film con un regista destinato a una grande carriera. E giochi di regia tipo inquadrature al contrario che non ho capito, ma mi son piaciute lo stesso, e piani sequenza in quantità. Tutti epici. Ah già, tante inquadrature fatte con la camera a mano in pieno stile Cane Secco.
Dando un'occhiata ai titoli di testa si trova tra i responsabili musicali il solito Gianpaolo Speziale (aka Gabriele di Freaks) che probabilmente per Di Biagio è l'Hanz Zimmer de noaltri. Per me non è proprio un genio genio anche gli About Wayne sono noiosi ma i culi li spacca discretamente.
La recensione che io sappia è finita, il film lo trovate a questo link. See you next time.

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