venerdì 8 febbraio 2013

Il punto della situazione. E se mi va, anche la virgola

Questo non è un racconto. Però sì. Per la precisione, questa è la mia storia, è quello che sono io adesso. Epperò mi piaceva dargli un taglio un po' meno cazzone, quindi vai col Courier

Era il 24 di settembre di un anonimo 1997 quando ho avuto la splendida idea di venire al mondo. Dico "splendida idea" in modo assolutamente ironico, dato che il 25 settembre 97 il duomo di Assisi viene distrutta da un terremoto provocando settordici fantastiliardi di vecchie lire di danni. Chiamasi rogna.
Una giusta dose di bullismo provocato dal fatto che già alle elementari ero "shtraaaano" (ma se non stai nel gregge non va bene) ha creato quello che sono adesso: una merda. Non sono in grado di gestire la rabbia, mi sfogo con i più deboli senza volerlo, non ho autocontrollo e altri cazzi vari da psicologo. Il tutto accompagnato da una distrazione fuori dalla normale concezione umana del termine. Nonostante tutto continuo a comportarmi in modo normale e di pensarci il meno possibile. Fondamentalmente sono bravo a fare due cose: parlare e scrivere. In particolare a parlare sono bravo nella specialità maratona: posso sproloquiare sul nulla per giorni. Poi c'è il discorso dello scrivere: mi tengo in allenamento scazzando su questo blog, ma la passione ha origini lontane. Quinta elementare, più o meno.
Ho sempre scritto e sempre scriverò.
Ho imparato a leggere a cinque anni. A undici anni ho cominciato e finito il primo libro di Tom Clancy. Mi sentivo abbastanza figo, visto che mentre i miei amici leggevano una pagina al giorno di un libro di Dahl tipo "La Fabbrica di Cioccolato" o altri cazzi, io mi sparavo i libri "da grandi", i thriller.
Sono passati quattro anni, ma i thriller sono rimasti. Se prima per gli altri erano libri "da grandi", adesso sono "le tue solite stronzate". Io invece, quando ne parlo con gli amici, li chiamo "libri un po' underground". Tutte puttanate per giustificare libri fottutamente commerciali e scritti quasi sempre su commissione, a parte rare eccezioni.
Ah, e ora "strano" mi chiama solo la gente stupida. Gli altri mi chiamano nerd. Porto felpe di pile da nerd, leggo più libri della media, mi piacciono i comics americani e seguo un botto di serie tv. Ho una webserie in cantiere, e un romanzo. Un thriller, ovviamente, un po' cazzone come piace a me. Sono un greendayer convinto e penso di essere di sinistra. Odio i punti e virgola e ho una fissazione per gli Arctic Monkeys.
Io sono Karju, e voi siete ancora qui a leggermi. Per questo vi voglio bene.
See you next time

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