Vi sono mancato? Quanto vi sono mancato? Poco? È uguale. Allora, in questo film c'è Guglielmo Scilla. Si, Willwoosh, il gran visir degli youtubers italiani. Che io pensavo che uno come Willwoosh, che in Freaks qualcosa valeva come attore, pure al cinema fosse nella media. E invece, ladies and gentlemen, il Guglielmo nazionale pende in modo pericoloso verso la minchiata, pur non sprofondando mai completamente grazie alle sue facce simpatiche. Il nostro si ritrova, dato che il film è una commedia romantica, innamorato perso della strafiga di turno. In suo soccorso arrivano i classici amici cazzoni, capitanati dal padre del protagonista interpretato da Vincenzo Salemme. La prima cosa che ho notato, purtroppo, è che nelle scene dove i personaggi principali sono tutti insieme, la più grande prova d'attore la da Salemme. Vi lascio intendere il livello standard di recitazione. Il film va avanti seguendo le regole del padre/Salemme, che sostiene che l'amore a prima vista non esiste e che anzi, la seduzione è una scienza esatta, e per conoscerla al meglio bisogna seguire le dieci regole del titolo (tutta una serie di frasi fatte che fanno paura). A parte un dialogo all'inizio del film che non sta ne in cielo ne in terra e scene scritte probabilmente da uno sceneggiatore che ha perso l'uso della vita, il film scorre abbastanza veloce ma non troppo gradevole, dato che è ricca di inquadrature che sprizzano "Cesaroni" da tutti i pori
| Tipo questa, con loro che emergono dai cespugli |
Ricco di tormentoni ("E io mo' che me fumo?") piattume registico e recitativo da parte dei comprimari, è il tipico film che uno che non sono io si guarderebbe perché costretto dalla propria ragazza, sghignazzerebbe a caso su due battute e poi andrebbe a finire di vedere Colorado in streaming perché l'altra sera c'aveva da fare. Il punto infatti è che questo film è adatto ai gggiovani senza gusto per il cinema che dicono "Toh, c'è Willwoosh", quelli abituati a uno standard qualitativo basso che hanno visto una puntata di Freaks a caso perché hanno detto "Toh, c'è Willwoosh" e hanno spento dopo due minuti grugnendo "Boh, capito una sega". Quelli che io non frequento, per intenderci. Se magari il nostro bel Claudio di Biagio (di cui abbiamo già parlato per il suo Andarevia) infilasse il prode Guglielmo in uno dei suoi progetti cinematografici (a proposito, sentito niente del Dylan Dog a Roma?) magari verrebbe fuori qualcosa di gradevole e artisticamente ben fatto. Willwoosh poi ormai attira soldi più di Edward Cullen, quindi non c'è neanche il problema dei finanziamenti. Basta chiamare Radio Deejay...
Ah, e il finale di stagione di Mario l'ho visto, ed è una cosa di una bellezza assurda.
See you next time, e se non mi faccio più vedere su youtube c'è un motivo unico: non ho più idee
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