giovedì 13 dicembre 2012

Flight: Maledette false speranze

Parliamoci chiaro, non Flight con Denzel Washington, no.

Lo ammetto, questa foto serve solo ad attirare gente quando spammo in giro
In questo post non parleremo quindi di un film che si prospetta abbastanza bello. Parliamo di qualcosa di talmente squallido e triste che in confronto L'Uomo Lupo Contro la Camorra è di Spielberg. Parliamo, indovinate un po', di un film girato ed ambientato nella città in cui sono nato e in cui vado a scuola ovvero Lucca. Insomma, parliamo di quest'altro Flight


Ma partiamo dall'inizio di tutto. Il giorno dopo l'unica proiezione al cinema, lo ZioSteve arriva gasato come una bestia lodando questo film e parlandomene come se avesse scoperto il Nolan italiano (capirò poi che stava facendo pubblicità a dei suoi amici, cioè tutto il cast del film). Io, che di cinema credo di capirci un goccio di più, gli chiedo se si può scaricare trovare il DVD. Lui lo riceve solo ieri, e senza neanche scartarlo me lo presta. Io intanto mi ero incuriosito in un modo spaventoso in quanto a questo film, e il mio scopo nella vita era ormai guardare quello che nella mia mente contorta era un capolavoro. La prima delusione ce l'ho quando vedo la durata: 27 minuti. "Quindi è un mediometraggio. Occcheeeeeeei" penso *faccia scettica*. Poi il film comincia con il logo della casa di produzione (la Lucca Pictures, indipendente fino all'anima) più bello di quello della Paramount. Ero in zona raspone a du' mani durante i titoli di testa, poi hanno cominciato a recitare. E io ho cominciato a ridere. Tanto.
Lei (la mia mente ha rimosso il nome per il trauma) comincia la giornata dicendo un "Arrivo!" al nulla, visto che non si sente niente e nessuno che la chiama, sale in macchina e va a scuola. La mia scuola, per inciso. Scopriamo che sta insieme ad un ragazzo un attimino più espressivo di lui (stiamo parlando di livello Kirsten Stewart di Twilight) e che nel suo gruppo di amici un paio di persone le conosco di vista. Entrata in classe lei si siede dietro a uno che viene in palestra con me e noi assistiamo ad una scena assolutamente inutile, ovvero una sorta di slideshow dei professori montato pure bene, ma che comunque non serve a un cazzo. In seguito scopriamo che il padre di lui è morto e che non vede la nonna, che abita a Ginevra, da anni. Segue scena di un appuntamento tra i due che serve solo per avere un'immagine che può essere rifilata sul retro della copertina del DVD e una cena con gli amici la cui unica funzione è fare pubblicità al locale che produce questo aborto. Nel frattempo in due secondi netti la mamma lo ha già impacchettato e spedito all'aeroporto di Pisa dove, una volta sull'aereo, la hostess passa tra i sedili facendo il gesto di schiacciare un pulsante su un telecomando. Senza una cazzo di motivazione del cazzo, porco cazzo.
L'aereo si schianta, con la madre che viene a saperlo da un servizio di SkyTg24 che mostra le immagini degli incendi boschivi dell'estate scorsa. E qui sono scoppiato a ridere talmente forte che ho coperto la musichetta tragica. Ah, e poi vediamo la nonna, lo stereotipo della vecchietta: pezzola in capo, ventaglio, vestito a fiori, tavolinetti pieni di foto di parenti morti.
Lei poi comincia a vederlo di notte, con tanto di sangue, tagli e cazzi vari, che gli dice cose sconclusionate. Dopo un paio di notti così e dopo averlo detto alla sua migliore amica, viene inquadrata lei che dorme profondamente e sopra al comodino un flacone di sonniferi. TITOLI DI CODA. Porca e poi troia e poi porca troia, ho capito il finale aperto, ma questo non è un finale, è un inizio. La vicenda era appena cominciata, non spiega nulla mettere i titoli di coda a buffo in mezzo al niente. La delusione è stata tale che mi ha portato a scrivere questo post.
Un applauso va al fonico di presa diretta che è riuscito a non farmi capire un cazzo di niente in determinati dialoghi e a sfondarmi gli altoparlanti della TV quando partiva una musica di sottofondo. Il montaggio, parlando seriamente, è stato eccelso. Il resto fa sgottà.
See you next time

Nessun commento:

Posta un commento